Pesaro, madre faceva prostituire le figlie in cambio di ricariche telefoniche o pochi euro

È accaduto nel Pesarese e i fatti risalirebbero al 2015, quando due sorelle minorenni, in cambio di cifre risibili, si prostituivano con due anziani, tutti finiti a processo. Per le ragazze anche una frase in codice: "Ci vediamo al numero 5"

Pesaro, madre faceva prostituire le figlie in cambio di ricariche telefoniche o pochi euro

Due anziani facevano sesso con due sorelle minorenni in cambio di somme esigue o di qualche ricarica al cellulare. È accaduto a Pietrarubbia, in provincia di Pesaro e a finire a processo, secondo quanto riportato da Il resto del Carlino, sono stati in diversi, tra cui anche i genitori delle presunte vittime, accusati di induzione alla prostituzione. Ma con l'accusa di sfruttamento della prostituzione minorile davanti al tribunale di Ancona, ieri è stato il giorno delle richieste di pena nei confronti dei due anziani imputati, entrambi originari del paese nel Pesarese. Per la sentenza bisognerà attendere il 5 dicembre, perché il giudiche ha, infatti, rinviato ad altra udienza per le repliche a cui seguirà la decisione che chiuderà il primo grado di giudizio.

Gli incontri

I fatti risalirebbero al 2015, quando le due ragazzine di origine rumena, che ora si sono costituite parte civile, avevano 15 e 16 anni. Secondo le prime informazioni, gli incontri sarebbero andati avanti per almeno tre mesi: dall'agosto al novembre di quell'anno. In base a quanto ricostruito, uno dei due uomini avrebbe utilizzato una frase in codice per fare in modo che le minori andassero all'interno del suo appartamento: "Ci vediamo al numero 5". Ma le prestazioni, in cambio di 20 o 50 euro al massimo o di una scheda telefonica, non sarebbero avvenute soltanto all'interno dell'abitazione, ma anche in un parco di Pietrarubbia.

Il ruolo della madre

La madre delle due ha scelto di essere giudicata con rito ordinario (mentre il padre resta irreperibile).

Il dibattimento nei confronti della donna si aprirà il 15 gennaio prossimo, davanti al tribunale collegiale di Urbino. In base a quanto ricostruito, l'avvocato della donna avrebbe detto che le due figlie la avrebbero scagionata.

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