Pordenone, infermiera accoltellata in servizio: fermato l'aggressore

Il fendente diretto al petto della donna è stato deviato dal ferretto del reggiseno che la vittima indossava. È stato necessario un intervento chirurgico a causa delle lesioni subite: "Potevo non rivedere più i miei figli"

Pordenone, infermiera accoltellata in servizio: fermato l'aggressore

Accoltellata da un paziente sotto cura nella struttura in cui lavora in provincia di Pordenone, un'infermiera di 50 anni ha rischiato di morire a causa dei fendenti ricevuti, uno dei quali, diretto al petto, è stato provvidenzialmente deviato dal ferretto del reggiseno da lei indossato.

Il grave episodio che ha visto come vittima M.R. si è verificato nel corso della mattinata dello scorso lunedì 9 dicembre, proprio durante la fascia oraria dedicata allo svolgimento delle visite mediche nel Centro di salute mentale dell'ospedale di San Vito al Tagliamento.

L'aggressore, un paziente che si appoggiava alla struttura sanitaria, è il 50enne Michael Medini, originario di Valvasone Arzene ed il suo improvviso scatto d'ira ha colto completamente di sorpresa l'infermiera che ormai da tempo aveva a che fare con lui.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il 50enne si trovava come ogni giorno in attesa del proprio turno per ricevere la terapia adeguata alla sua conclamata patologia.

Tutto in apparenza tranquillo, almeno fino al momento in cui non è arrivato il suo turno per assumere i farmaci antipsicotici prescritti. Per questo motivo Michael ha dato in escandescenze nei confronti dell'operatrice, contro la quale è scattato dopo aver estratto un lungo coltello da cucina che aveva occultato nel giubbotto.

L'uomo si è accanito contro la sua vittima, colpendola con diversi fendenti, il primo dei quali sarebbe potuto essere già fin da subito letale. Per fortuna la punta dell'arma, diretta proprio al petto della 50enne, ha colpito il ferretto del reggiseno e si è lievemente piegata, deviando rispetto alla originale traiettoria.

M.R. è stata prontamente soccorsa dai colleghi e trasportata d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale per essere sottoposta ad intervento chirurgico. Solo dopo l'operazione subita la donna è stata trasferita in un'area di degenza dell'ospedale di San Vito Al Tagliamento, dove si trova tuttora sotto osservazione da parte del personale medico. "Poteva ammazzarmi, potevo non rivedere più i miei figli", continuava a ripetere la vittima mentre veniva ricoverata, come riportato da "Il Gazzettino". Fortunatamente non si trova in pericolo di vita, ma a causa delle lesioni subite ha ricevuto una prognosi di alcune settimane.

Per quanto riguarda il suo aggressore, invece, è stato affidato ai carabinieri della locale stazione, che si erano precipitati al Centro di

salute mentale dopo le segnalazioni ricevute. In attesa di una valutazione di carattere psichiatrico, il 50enne si trova recluso dietro le sbarre del carcere di Pordenone: per lui l'accusa di tentato omicidio.

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