Pronti 500 poliziotti per presidiare la zona rossa

L’ordinanza del capo della polizia, Franco Gabrielli, già inviata ai prefetti del lodigiano e del padovano. I poliziotti cinturano le aree di crisi

Pronti 500 poliziotti per presidiare la zona rossa

Gli occhi sono puntati tutti su di loro. Su quelle famiglie della ormai nota zona rossa che rischiano il contagio da coronavirus. Dopo il Consiglio dei ministri di ieri sera si è proceduto a isolare queste terre. Ma non è ancora ben chiaro come. Intanto le forze dell’ordine si muovono. Sono 35 i varchi che saranno presidiati nel lodigiano, 8 quelli nel padovano da poliziotti e carabinieri. In tutto, per cinturare l’area, saranno impiegati circa 500 uomini. Dieci per turno a ogni varco.

È la decisione presa dal capo della polizia, Franco Gabrielli, al termine del vertice convocato per mettere in atto il provvedimento del governo che isola le zone del contagio. L’ordinanza è già stata inviata ai prefetti interessati. Vuol dire che nessuno potrà entrare o uscire a meno che non ci siano particolari esigenze che dovranno essere autorizzate dal prefetto. Per l’approvvigionamento di derrate alimentari e farmaci saranno delineati dei corridoi “sterili”, scrive il Corriere della Sera, che ad orari fissi e con personale specializzato ed equipaggiato con guanti e mascherine riforniranno i comuni interessati.

Si cerca, in ogni modo, di frenare i contagi. Mentre nel Paese, soprattutto nel nord, si moltiplicano le persone malate. Non tutti si attengono alle regole, purtroppo. È di questa mattina la notizia di un 27enne originario dell’avellinese, da tempo residente a Codogno, che ha pensato bene di contravvenire alle disposizioni del piccolo centro in provincia di Lodi per tornare dai suoi genitori a Montefusco. Comune di un migliaio di anime dell’Irpinia.

Il giovane, che si è sottratto all’obbligo di quarantena, ha lasciato in fretta e furia la Lombardia a causa molto probabilmente della paura di restare isolato in uno dei comuni da cui è partita l’emergenza. È tornato in Campania senza avvisare nessuno. E ne è seguito un diffuso allarme nella regione.

Si cerca di costruire un cordone sanitario attorno alle aree colpite. Ma la domanda che in molti si pongono, in primis i cittadini delle aree interessate, è come questa misura verrà fatta rispettare. In che modo cioè sarà fisicamente garantito il mancato accesso o la mancata uscita dai paesi isolati. E, di conseguenza, come verrà garantito che persone contagiate o potenzialmente a rischio non raggiungano altri luoghi. Il piano, come abbiamo scritto, vedrà l’impiego delle forze dell’ordine. Poliziotti e carabinieri.

Saranno infatti gli agenti della polizia e i militari dei carabinieri in un primo momento a presidiare tutte le vie di accesso dei paesi interessati.

Il governo ha anche valutato l’impiego dell’esercito, ma i militari potrebbero essere schierati soltanto in un secondo momento. Questo perché la comparsa di persone in mimetica avrebbe potuto suscitare un senso di grave emergenza nei cittadini.

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