Savona attacca Mattarella: "Grave torto: è processo alle intenzioni"

Paolo Savona attacca Mattarella dopo il veto sulla sua nomina a ministro dell'Economia: "Ho subito un grave torto dalla massima istituzione del Paese"

Savona attacca Mattarella: "Grave torto: è processo alle intenzioni"

Lo avevano annunciato, ed ecco il comunicato di Paolo Savona. Il professore "anti euro" fa trapelare la sua irritazione dopo il veto imposto da Mattarella sulla sua salita al ministero dell'Economia.

"Ho subito un grave torto dalla massima istituzione del Paese.- dice Savona in una nota pubblicata su scenari economici - sulla base di un paradossale processo alle intenzioni di voler uscire dall’euro e non a quelle che professo e che ho ripetuto nel mio Comunicato, criticato dalla maggior parte dei media senza neanche illustrarne i contenuti". Le dure parole del professore si sommano così alle richieste di impeachment avanzate da Fratelli d'Italia e M5S contro Mattarella.

Sul suo nome, in fondo, si è arenato il nascituro governo Conte (ormai abortito). Ieri sera, mentre si consumava la drammatica crisi politica e istituzionale, Savona era stato intercettato poco prima di entrare a casa e si era detto dispiaciuto per quanto stava accadendo. Non è bastato il suo comunicato nel pomeriggio di domenica a rassicurare il Colle sul suo "piano B" di uscita dall'euro dell'Italia.

E così in un nuovo comunicato Savona prova a spiegare quanto successo: "Insieme alla solidarietà espressa da chi mi conosce e non distorce il mio pensiero - si legge - una particolare consolazione mi è venuta da Jean Paul Fitoussi sul Mattino di Napoli e da Wolfgang Münchau sul Financial Times". Il professore riporta dunque quanto scritto dai due giornalisti, spiegando che "il primo, con cui ho da decenni civili discussioni sul tema, afferma correttamente che non avrei mai messo in discussione l’euro, ma avrei chiesto all’Unione Europea di dare risposte alle esigenze di cambiamento che provengono dall’interno di tutti i paesi membri". Nessuna Italexit, dunque. Ma una riforma della struttura dell'Ue. In che modo? Savona lo spiega nella nota: "Si sarebbe dovuto svolgere secondo la strategia di negoziazione suggerita dalla teoria dei giochi che raccomanda di non rivelare i limiti dell’azione, perché altrimenti si è già sconfitti, un concetto da me ripetutamente espresso pubblicamente. Nell’epoca dei like o don’t like anche la Presidenza della Repubblica segue questa moda".

Del commento di Münchau, invece, il professore riporta la teoria secondo cui "la moneta europea è stata mal costruita per colpa della miopia dei tedeschi". In fondo nei suoi scritti Savona lo aveva già detto che "il piano dei tedeschi è quello dei nazisti". "La Germania - continua ora nella nota Savona, riportando il pensiero di Münchau - impedisce che l’euro divenga come il dollaro 'una parte essenziale della politica estera'. Purtroppo, egli aggiunge, il dollaro ha perso questa caratteristica, l’euro non è in condizione di rimpiazzarlo o, quanto meno, svolgere un ruolo parallelo, e di conseguenza siamo nel caos delle relazioni economiche internazionali; queste volgono verso il protezionismo nazionalistico, non certo forierodi stabilità politica, sociale ed economica".

Il resto del comunicato è un duro affondo contro chi ha posto veti sul suo nome. "L’Italia - scrive il professore - registra fenomeni di povertà, minore reddito e maggiore disuguaglianze. Il 28 e 29 giugno si terrà un incontro importante tra Capi di Stato a Bruxelles: chi rappresenterà le istanze del popolo italiano? Non potrà andarci Mattarella, né può farlo Cottarelli. Se non avesse avuto veti inaccettabili, perché infondati, il Governo Conte avrebbe potuto contare sul sostegno di Macron, così incanalando le reazioni scomposte che provengono dall’interno di tutti indistintamente i paesi-membri europei verso decisioni che aiutino l’Italia a uscire dalla china verso cui è stata spinta".

E così, conclude Savona, "si tratta di decidere se gli europeisti sono quelli che stanno creando le condizioni per la fine dell’UE o chi, come me, ne chiede la riforma per salvare gli obiettivi che si era prefissi".

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