Il sindaco di Amatrice: "Combatterò per il paese. Dopo sisma si risorge"

Il bilancio del sindaco di Amatrice: "Manca il panettiere, manca la macellaia. Mancano molti amici"

Il sindaco di Amatrice: "Combatterò per il paese. Dopo sisma si risorge"

"Se non scappano i cittadini non scappa il sindaco. Amatrice risorgerà". Non fa un passo indietro Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, che conferma alle televisioni presenti nel Comune devastato dal sisma che non ha intenzione di andarsene e di lasciare il suo posto, accanto a chi nel borgo abitava.

"La comunità di Amatrice non deve rimanere isolata", dice Pirozzi ai microfono di RaiNews24, spiegando che nonostante il crollo del ponte "a tre occhi" il paese è ancora accessibile, attraverso un percorso alternativo che è già stato individuato.

Amatrice è da giorni al centro dell'attenzione mediatica e da ieri lo è ancora di più per la notizia del crollo di una parte della scuola. Su cui "c'è stato dello sciacallaggio", sostiene il sindaco. Ma su cui si dovrà anche indagare, perché quell'edificio doveva resistere al sisma.

"Il comune si è costituito parte civile - spiega Pirozzi - perché nell'eventualità vengano riscontrate delle responsabilità il comune è parte lesa. Amatrice non fa sconti a nessuno".

Nel piccolo comune di Amatrice il sindaco conosceva tutti, lo ha detto diverse volte. "Mancano tante persone - aggiunge ora -. Ho stimato a braccio una quindicina di persone. Manca chi faceva il pane. Manca la macellaia, mancano dei bimbi". Li chiama "amici", prima ancora che concittadini.

"A Matteo

ho detto che questa deve essere l'occasione per una ripartenza - dice poi, parlando dell'incontro con il presidente del Consiglio -, se si riparte sarà un'occasione straordinaria. Se non si riparte farò la guerra a tutti".

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