Sinodo, proposto un percorso penitenziale per i divorziati risposati

No al cambio della dottrina, sì ad un cambio di atteggiamento nei confronti dei fedeli. Questa la sintesi dei 93 interventi in aula sulla terza parte dell'Instrumentum Laboris

Sinodo, proposto un percorso penitenziale per i divorziati risposati

Oggi in Vaticano è stato fatto un riassunto dei 93 interventi che tra ieri ed oggi si sono susseguiti durante i lavori del Sinodo sulla terza parte dell’Instrumentum Laboris. La discussione generale su questa parte del documento, che si è conclusa oggi, ha avuto al centro la questione dell’accesso alla Comunione sacramentale per i divorziati risposati, di cui si è parlato tantissimo in molti degli interventi.

Su questo tema, come è stato sottolineato negli interventi in lingua francese, si è evidenziata una cristallizzazione delle differenze di approccio ed in particolare, di due posizioni principali, quella di chi crede che non sia compito della Chiesa aderire all’opinione pubblica, e quella di chi crede che bisogna accompagnare le persone nei loro fallimenti senza per questo diluire la dottrina. La dottrina della Chiesa comunque non è stata messa in discussione. Ed anzi si è tenuto a ribadire l’importanza della difesa di quest'ultima e degli insegnamenti della Chiesa cattolica su famiglia e matrimonio. Non si tratta infatti, è stato più volte affermato, di cambiare la dottrina, ma bensì di mutare l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dei fedeli, su questo ed altri temi.

Spesso negli interventi è stata citata l’esortazione apostolica Familiaris Consortio, ed il concetto dell’accoglienza e della misericordia verso i fedeli battezzati che si sono risposati civilmente. Non sono scomunicati, è stato ribadito, e pertanto vanno inclusi nella comunità ecclesiale. Una inclusione che per alcuni potrebbe avvenire anche con un "cammino penitenziale", come quello proposto dal Cardinale Walter Kasper. Di cammino spirituale “ben strutturato” per aiutare i divorziati risposati si è parlato, infatti, in molti interventi. Più nello specifico, Monsignor Carlos Aguiar Retes, presidente della Conferenza Episcopale Latino Americana, intervenuto oggi al briefing sui lavori del Sinodo, ha spiegato quali sono le basi della teoria della “via penitenziale” per i divorziati risposati proposta dal Cardinale Walter Kasper, che consistono nella ricerca delle cause del fallimento matrimoniale e nel conseguente riconoscimento dei propri errori. In ogni caso, ci ha tenuto a precisare Monsignor Aguiar Retes, queste sono solo riflessioni e punti di vista che rimangono aperti e che saranno consegnati nelle mani del Santo Padre.

Sulla questione, inoltre, in alcuni degli interventi in aula, è stato chiesto di "evitare soluzioni rapide”. Il presidente della Conferenza Episcopale Polacca, Monsignor Stanislaw Gadecki, anche lui intervenuto al briefing sui lavori del Sinodo, ha però ricordato come nessuna autorità può sciogliere un vincolo matrimoniale che è stato regolarmente celebrato. Monsignor Gadecki ha inoltre chiesto di interrogarsi su quale sia il tipo di conversione che dovrebbe verificarsi alla fine di questo cammino penitenziale proposto per i divorziati risposati.

Tra i padri sinodali del gruppo anglofono c’è, infine, chi ha ricordato nei propri interventi, anche le questioni sociali che le famiglie si trovano ad affrontare. In particolare, tra queste è stato citato il problema dei rifugiati e dei profughi, la tratta delle donne, “il terrore che lo Stato Islamico diffonde nei vari paesi e che ha un impatto terrificante sulle famiglie”.

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