Dati finali sulle preferenze: Berlusconi primo ma in forte calo

Berlusconi, che nel 2006 aveva registrato 53.297 preferenze, ha visto il suo consenso quasi dimezzarsi a 27.972 voti. Sono invece 80mila i voti in meno dati dagli elettori milanesi a Letizia Moratti rispetto alle elezioni comunali del 2006

Dati finali sulle preferenze:  
Berlusconi primo ma in forte calo

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ottenuto 27.972 preferenze per il consiglio comunale di Milano ed è stato anche in questa occasione il più votato. Berlusconi, che guidava la lista del Pdl, ha però poco più che dimezzato il risultato del 2006 quando come capolista di Forza Italia ottenne 52.577 voti. In calo anche il vicesindaco Riccardo De Corato che si è fermato a 5786 voti. Buon risultato invece per il capolista della Lega Nord Matteo Salvini che ha ottenuto 8913 superato però dal capolista del Partito Democratico Stefano Boeri che è stato scelto da 12.861 milanesi.

In attesa del ballottaggio del 29-30 maggio, dentro al centro destra si aprono le riflessioni non solo per il risultato complessivo, ma anche per i voti dei singoli candidati. Berlusconi, che nel 2006 aveva registrato 53.297 preferenze, ha visto il suo consenso quasi dimezzarsi a 27.972 voti, senza essere in grado di tirare la volata a Letizia Moratti.  Il caso Lassini, che tanto ha animato la campagna elettorale per i manifesti contro i pm di Milano e che si pensava potesse contribuire a dar manforte alla campagna elettorale del Pdl, è finita in nulla. Roberto Lassini ha preso solo 872 preferenze.  Considerando che il Pdl ha raccolto 171mila voti, Berlusconi ha avuto la preferenza del 16,3% degli elettori del proprio partito.

Sono 80mila i voti in meno dati dagli elettori milanesi a Letizia Moratti rispetto alle elezioni comunali del 2006. Si spiega così la sconfitta, per ora parziale, del sindaco uscente, rispetto al candidato della sinistra Giuliano Pisapia, che da parte sua ha confermato i voti raccolti cinque anni fa dal candidato dell’opposizione Bruno Ferrante. Sorpresa anche tra i partiti, dove il Pd ha quasi affiancato il Pdl. Le considerazioni sul numero dei voti partono dalla premessa che gli elettori milanesi sono diminuiti in numero dal 2006, 996mila contro 1 milione 30mila. A recarsi alle urne sempre il 67,5%; con schede bianche e nulle invariate (15mila in tutto) i voti validi sono stati 657mila contro 680mila, circa 23mila in meno.

La Moratti ha avuto 273.401 voti, 80.009 voti in meno rispetto ai 353.410 del 2006. Come già allora (51,97% i voti per il sindaco, 54,28% quelli alla coalizione) Moratti raccoglie meno voti rispetto alle liste collegate (41,58% contro 43,28%). Giuliano Pisapia ha raccolto in realtà qualche voto in meno rispetto a Ferrante - 315.862 contro 319.487 - giustificato però dall’esodo degli elettori che hanno lasciato Milano, e ha preso qualche voto in più rispetto alle liste collegate (48,04% contro 47,26%).

Tra i partiti il Pd sale al 28,63% (l’Ulivo aveva il 22,03%), pressochè pari al Pdl (28,74%); nel 2006 Forza Italia aveva il 32,22%, Alleanza Nazionale l’8,56% (il 40,78% complessivo). La Lega passa dal 3,75% al 9,63%, ma alle scorse regionali aveva il 14%

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