Edison punta sull'Italia 5 miliardi per il green

Deciso un nuovo piano di sviluppo sulle rinnovabili. Ora la vendita è più lontana

Edison punta sull'Italia 5 miliardi per il green

Edison si gioca 5 miliardi di euro sull'Italia. E allontana le voci di vendita dei mesi scorsi. Un'ipotesi che sarebbe stata dettata dalle difficoltà economiche del big francese Edf che ne controlla il 100 per cento. Ma che ora sembra tramontare: quale azionista scommette tanto su un gruppo che sta per cedere al mercato? Al contrario, l'impegno annunciato ieri da Foro Bonaparte è un rilancio e una sfida ai competitor impegnati sulle rinnovabili, tutte le utility e l'energy in generale. Di fatto Edison, che vale tra gli 8 e i 9 miliardi, è l'asset più prestigioso nel portafoglio di Edf.

Con cinque miliardi al 2030 (una revisione al rialzo di 2 miliardi dai 3 previsti), il gruppo stima così di aumentare la capacità di energia green installata dagli attuali 2 Gw a 6 Gw e di rafforzare «l'impegno nell'accompagnare il Paese nella sfida della transizione energetica», ha detto Marco Stangalino, vicepresidente esecutivo e direttore power asset Edison.

La società guidata da Nicola Monti nel 2022 ha prodotto oltre 3.358 GWh di energia rinnovabile, pari al fabbisogno di circa 1,2 milioni di famiglie, consentendo di evitare l'emissione di 1,3 milioni di tonnellate di CO2. Attualmente ha un parco di produzione flessibile distribuito su tutto il territorio nazionale, e capace di assicurare circa il 7% della domanda di energia elettrica. Nel nuovo piano in particolare si prevede di aumentare la produzione di 1 Gw sul fronte dell'eolico; di 2 Gw per il fotovoltaico e di dedicare 1 Gw allo sviluppo di rinnovabili per la produzione di idrogeno verde e ai sistemi di accumulo dell'energia, come ad esempio le batterie e, in particolare, gli impianti di pompaggio.

Entro il 2030 la generazione green «rappresenterà il 40% del nostro mix produttivo», ha aggiunto Stangalino. Edison ha attualmente progetti eolici e fotovoltaici in corso di autorizzazione per circa 1.100 Mw di potenza complessiva, principalmente al Centro-Sud Italia, di cui 500 Mw per il fotovoltaici e circa 600 per l'eolico. A questi si aggiungono cantieri aperti per 92 Mw di nuovo fotovoltaico in Sicilia e Piemonte) e circa 170 Mw, già approvati, per la realizzazione di nuovi impianti in Campania, Puglia, Sicilia e Veneto. «Il nuovo piano si focalizza sulla realizzazione spiega Edison - di nuova capacità rinnovabile, e che integra le diverse fonti di produzione introducendo anche sistemi di flessibilità come i pompaggi e le batterie elettrochimiche, indispensabili per gestire l'intermittenza delle rinnovabili». Il focus sarà su pompaggi idroelettrici ai quali andranno tra i 700 e gli 800 milioni. L'altra parte dell'incremento è legato invece agli impianti fotovoltaici che saranno dedicati alla produzione di idrogeno verde.

Tornando alle ipotesi di cessione, Edf ha sempre smentito la vendita. E malgrao le indiscrezioni, il dossier non è mai stato ufficialmente aperto.

I pretendenti non mancherebbero: da F2i, che sogna un grande polo con Sorgenia e le rinnovabili, a A2A, per arrivare ad altri big francesi come Total o Engie. Nessuno di questi gruppi ha però da solo la forza finanziaria sufficiente e al momento Edf che nel 2022 ha registrato una maxi-perdita di 17,9 miliardi - si tiene stretto il suo gioiellino italiano.

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