Kiev nelle mani dei rivoluzionari

Yanukovich è fuggito nell'est dell'Ucraina dove denuncia "un colpo di stato" e forse lancerà la secessione. Liberata la sua antica rivale Julia Timoshenko. Grazie al sostegno dei lettori del Giornale.it il nostro inviato è tornato a Kiev per raccontare cosa succede in Ucraina. La testimonianza audio da Kiev di Fausto Biloslavo. DIARIO DA KIEV

Kiev nelle mani dei rivoluzionari

Questo articolo è multimediale: le parti in blu fanno riferimento a video esclusivi.

KIEV - L'ex procuratore Vassiljev ha lo sguardo terrorizzato e la pelle del volto tirata come quello di un cadavere che cammina. I rivoluzionari lo hanno appena fermato ad un posto di blocco improvvisato e non vogliono lasciarlo andare. Poi arriva un parlamentare dell'opposizione a salvarlo (guarda il video). Grazie al sostegno dei lettori del Giornale sono tornato a Kiev, la capitale ucraina, in mano ai ribelli di piazza Maidan, che da tre mesi sfidavano il regime del presidente Viktor Yanukovich. Come in tutte le rivoluzioni vige una buona cose di anarchia e desiderio di vendetta. La polizia, che prima era ad ogni angolo, è sparita e l'ordine viene garantito dai miliziani dei gruppi paramilitari come pravi sektor, l'ala destra,che sono riusciti addirittura a portarsi in piazza un blindato catturato nel sud alle forze di sicurezza (guarda il video). Il palazzo presidenziale è caduto nella notte senza colpo ferire.

Il portavoce della cosiddetta autodifesa di Maidan, in perfetto accento british, assicura che "Yanukovich non tornerà più”. (guarda il video) Al suo fianco un colonnello, vice comandante della guardia presidenziale, un po' teso, ma passato armi e bagagli con i ribelli (guarda il video). In prima linea per vedere con i suoi occhi il cambio di regime c’è anche l’ambasciatore italiano a Kiev, Fabrizio Romano (guarda il video). Tutt'attorno alla zone dei palazzi del potere (presidenza, governo, parlamento) (guarda il video) sono schierati i paramilitari della rivolta con gli scudi presi ai poliziotti durante due giorni di accanita battaglia, che ha lasciato 77 morti sul terreno. In piazza Maidan una grande croce in legno con il Cristo ricorda i caduti e continuano i funerali dei caduti (guarda il video) che partono dalla vie laterali. Il regime si è afflosciato in un battibaleno. Yanukovic ha lasciato il palazzo presidenziale verso le 18 di ieri e poche ore dopo, nonostante l'accordo firmato con l'opposizione, il suo palazzo è stato conquistato dai ribelli d'accordo con la sicurezza (guarda il video). La guardia presidenziale non aveva scelta. I rivoluzionari continuano ad accanirsi anche sulle statue.

A poche centinaia di metri dal parlamento tirano giù quella di un ideologo del comunismo ucraino ai tempo dell'Urss. (guarda il video) Un signore con i capelli brizzolati mi si avvicina e sussurra: "Aiutava il partito comunista anche da voi, in Italia. Ha fatto la fine che merita nella polvere". Fra i ribelli con i colori della bandiera ucraina o un elmetto in testa ci sono tanti che hanno lavorato nel nostro paese ed in italiano spiegano che la loro lotta è per farla finita con il presidente (guarda il video). Vengono quasi tutti dall'ovest, come la stragrande maggioranza dei morti colpiti dai cecchini nei giorni scorsi.

Yanukovich è fuggito nell'est dell'Ucraina dove denuncia "un colpo di stato" e forse lancerà la secessione, mentre è stata liberata la sua antica rivale Julia Timoshenko detenuta proprio a Karkov, dove il presidente che ha perso il potere ha riunito i fedelissimi.

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