Giustizia, Berlusconi: "Parlerò a tutti gli italiani"

Berlusconi interviene sul battibecco tra Brunetta e Tremonti: "Nulla di preoccupante. Ma la dialettica sarebbe meglio fosse soltanto interna". E poi pensa a un intervento in tv o al Senato per parlare "direttamente" a tutti gli italiani

Giustizia, Berlusconi: "Parlerò a tutti gli italiani"

Doha - Faccia a faccia con tutti gli italiani. Un intervento da tenere in aula al Senato oppure un messaggio televisivo per parlare direttamente al Paese di giustizia e della riforma che da domani inizierà il suo iter a palazzo Madama. Silvio Berlusconi starebbe valutando con i suoi l’ipotesi di una sua "uscita pubblica" per replicare politicamente, sarebbe il ragionamento fatto in ambienti del Pdl, a quello che lui ritiene come un attacco politico. Per il momento, spiegano i fedelissimi del premier, l’idea è ancora in fase di gestazione, probabilmente se ne parlerà nell’ufficio di presidenza del partito convocato per giovedì, a cui parteciperà lo stesso Berlusconi. Ma, tempi e modi saranno definiti anche in base al cammino del provvedimento in Senato.

L'iter del ddl Da domani l’attenzione di Berlusconi e del resto della maggioranza sarà proiettata sulla commissione Giustizia di Palazzo Madama che inizierà a discutere il ddl Gasparri-Quagliariello che contiene, tra i suoi punti, anche il processo breve. L’obiettivo, che il Cavaliere ha ribadito anche venerdì nel corso di una riunione a palazzo Grazioli con il vertice del Pdl ed una squadra di esperti giuridici, è quello di non perdere tempo ed evitare l’incostituzionalità del provvedimento. L’idea è che il testo sia approvato entro l’anno al Senato per poi approdare a Montecitorio, dove dovrebbe ottenere il via libera per il mese di febbraio. Sulla carta, ribadisce chi ha avuto modo di parlare con Berlusconi, il testo non dovrebbe subire ritardi visto l’accordo politico siglato qualche settimana fa con il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Evitare l'incostituzionalità Ma, un ulteriore approfondimento della materia ci sarà giovedì nel corso dell’ufficio di presidenza. In quella sede potrebbero essere valutate le eventuali modifiche al testo su cui i tecnici sono al lavoro. Un modus operandi per evitare, visto quanto successo con il lodo Alfano, la bocciatura per incostituzionalità. Se giovedì si riuscirà a blindare definitivamente il capitolo della giustizia, Berlusconi riprenderà in mano subito la partita delle candidature regionali. È escluso che se ne discuta in settimana, anzi, sembra assai probabile che si dovrà attendere quella successiva per entrare nel vivo. Anche lì però, i nodi da sciogliere sono molti, a partire dal caso di Nicola Cosentino.

Scontreo Brunetta-Tremonti Ad agitare ancora le acque nella maggioranza e nel governo è l’attacco del ministro Renato Brunetta contro Giulio Tremonti. Il Cavaliere invita i suoi ministri ad abbassare i toni ed evitare ulteriori tensioni.

È lo stesso premier infatti a declassare le parole di Brunetta a "esternazioni di un ministro", ma nell’ambito di "una dialettica che - aggiunge- meglio sarebbe se fosse soltanto interna. Non c’è nulla di meno che quieto. È l’esternazione di un ministro che rimane nell’ambito di una dialettica che meglio sarebbe se fosse soltanto interna ".

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