In principio fu l'Urlo, poi un brivido percorse i cieli suscitando le onde gravitazionali. È vero, gli scienziati che hanno scoperto le tracce del Big Bang da cui prese origine l'universo, meriterebbero il Premio Nobel. Ma non il Nobel della Fisica, quello della Letteratura. Perché hanno raccontato uno straordinario, emozionante Mito di Fondazione del Cosmo, l'Avventura delle Origini, la fusione di spazio e tempo. E l'hanno favolosamente datato a 13,8 miliardi di anni fa, mese più mese meno. Non sto affatto dicendo che quegli scienziati siano dei ciarlatani o astrovendoli. Non dubito del loro rigore, reputo eccezionale la loro ricerca e mi inchino deferente davanti ai risultati. Ma quando si pretende di aver stabilito una volta per tutte, come dicono i media, l'origine del cosmo e certificata perfino l'anagrafe, con tanto di data di nascita, a me viene da ridere. Quanto durerà questa scoperta, quando accadrà che verrà smentita, superata da altre scoperte? E cosa saranno quelle scoperte se non scientifiche illazioni, toccanti ipotesi che eccitano la fantasia? La relatività regna sovrana e divora se stessa.
E allora torno coi piedi per terra e gli occhi al cielo, sento la musica delle sfere celesti, seguendo Pitagora, e poi ripiego su Battiato che cantava ne La cura le «correnti gravitazionali».
Resto sorpreso e stregato come un bambino a capire cosa, chi, perché emise quell'Urlo primordiale, da dove scaturì. E un brivido di stupore percorre la mia schiena, figlio di quel brivido dell'universo che ci mise al mondo.
E la “Scienza” - prodotto dell’intelligenza degli Umani non fa che ricordarcelo.
secondo invio, edulcorato: salto il pettegolezzo sulla moglie di Einstein; salto la bonaria ironia su alcuni Commentatori di Cucù; salto il saluto agli "Operatori degli uffici di demoscopia", italiani o foresti che siano.
E certamente dimentico ben altro. La vita: ci passiamo vicino, distratti o attenti; ma oltre la diversità di intenzioni e di impegno, la differenza è minima, come quella tra i grandi e i piccoli uomini. Per non dire della forza misteriosa che induce stupidi nani a giganteggiare accaparrandosi poteri sul prossimo.
A che ora è l' inizio del mondo è lo stimolo dialogico di un Marcello Veneziani in vena. Da leggersi, rileggersi e lasciare in testa come un seme, chissà ne nasca una parvenza di ridimensionamento delle nostre convinzioni. Io penso ( per ora ) che l'infinitezza dell' Universo sia così grande in consistenze quantitative e qualitative che ogni “scoperta” pare destinata ad essere superata dalla successiva, e così via. Inutile rammentare, in proposito, la “scoperta” copernicana e quella successiva galileiana che la sconvolse. Da inconsapevole, e considerato l' immensamente piccolo in relazione all' immensamente grande, oso cogliere una specie di impraticabilità del secondo da parte del primo, accostamenti talmente limitati che suggeriscono, più che scoperte del certo, ipotesi, teorie laddove la relativa sperimentazione è così approssimativa per difetto che le si possono accettare soltanto con beneficio del dubbio. Certi che prima o poi, altra scoperta/teoria le metterà in discussione, vuoi per evidenziarne la rozzezza vuoi per riconoscerne il pregio di un avvio prezioso per la ricerca. Scopriamo che i pianeti del nostro sistema sono ben più di quelli che avevamo scoperto e ritenuto per secoli, ridiscutiamo sulla esistenza dei buchi neri, della vita extraterrestre, ignoriamo ancora i cicli dei grandi numeri che vedono la terra scena di cataclismi e non riusciamo a fare un piccolo passo avanti nelle previsioni dei disastri e delle catastrofi, anche quelle talmente lente da essere impercettibili ma inarrestabili, in queste comprese i flagelli delle epidemie, delle siccità e delle carestie, e delle guerre di diverso genere e delle conflittualità che le causano. La morte naturale stessa resta un mistero, la si accetta.
E certamente dimentico ben altro. La vita: ci passiamo vicino, distratti o attenti; ma oltre la diversità di intenzioni e di impegno, la differenza è minima, come quella tra i grandi e i piccoli uomini. Per non dire della forza misteriosa che induce stupidi nani a giganteggiare accaparrandosi poteri.
A che ora inizia il mondo? Forse non comincerà nemmeno, ci sarà stato un cambio di programma.
senza principio né fine; l'energia "infinita ed intelligente"; e la
Scienza in continuo divenire, occupata a correggere i progressivi e
continui errori; la forza gravitazionale necessaria e perciò creata
per l'equilibrio degli infiniti corpi celesti...A quando una serie
di ipotesi sul "prima"? Nell'attesa sarà ancora possibile sognare e
fantasticare guardando le stelle?
E la “Scienza” - prodotto dell’intelligenza degli Umani non fa che ricordarcelo.
secondo invio, edulcorato: salto il pettegolezzo sulla moglie di Einstein; salto la bonaria ironia su alcuni Commentatori di Cucù; salto il saluto agli "Operatori degli uffici di demoscopia", italiani o foresti che siano.