La campagna Lgbtq costa 116mila euro all'Emilia Romagna. E le tasse aumentano

Mentre la giunta regionale annuncia l'aumento di Irpef e ticket sanitario, emerge che sono stati stanziati 56mila euro per ogni anno fino al 2026 per promuovere il turismo Lgbtq

La campagna Lgbtq costa 116mila euro all'Emilia Romagna. E le tasse aumentano
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La Regione Emilia-Romagna ha deciso di spingere sul turismo Lgbtq già dalla prossima estate, qualunque cosa questo voglia dire. La campagna di bollini di certificazione, corsi di aggiornamento e pubblicità per filiera turistica regionale Lgbtq+ friendly avrà un costo di 116mila euro in due anni: 58mila euro per il 2025 e altrettanti per il 2026. "Vogliamo sempre più attrarre visitatori internazionali che ricercano anche questo tipo di turismo, dobbiamo saperlo comunicare e anche certificarlo", aveva dichiarato l’assessore regionale al Turismo, Roberta Frisoni. L'idea è surreale, come se fino a questo momento il turismo Lgbtq non abbia frequentato la Riviera romagnola solo perché non c'erano i bollini di certificazione. E per questa campagna ideologica in purezza, si vanno a spendere quasi 120mila euro di soldi pubblici.

"Spreco di 116 mila euro. Mentre imprese e famiglie soffrono, la Regione finanzia un progetto di 'turismo LGBTQ+' anziché sostenere tutti gli operatori con misure concrete", è il commento del generale Roberto Vannacci, che ha sottolineato l'assurdità dell'iniziativa, nonostante il settore avrebbe bisogno di essere sostenuto. I danni causati dalle alluvioni non sono tutti stati ripianati, quella cifra messa a disposizione dall'assessorato al Turismo della Regione Emilia-Romagna sarebbero potuti andare a finanziare opere concrete, ma si preferisce tenere la campagna elettorale sempre attiva con conseguente spreco di soldi pubblici.

È stato il sindaco di Fontevivo, Tommaso Fiazza, a denunciare e rendere noto l'importo della campagna per il turismo Lgbtq: "Dopo l’interrogazione della Lega in Aula e quella presentata da FdI in Commissione, è arrivata la risposta: la Regione Emilia-Romagna stanzierà 58 mila euro nel 2025 e altri 58 mila euro nel 2026 per promuovere il turismo Lgbt. Ebbene si, 116 mila euro in due anni. Noi pensiamo che tutti i turisti vadano accolti con il consueto calore emiliano romagnolo, che da sempre ci contraddistingue, senza farne una questione di orientamento sessuale. I fondi pubblici devono servire a sostenere il turismo in generale, non a finanziare 'etichette' Lgbt".

La notizia è arrivata a pochi giorni dall'annuncio degli aumenti record delle tasse, deciso dalla giunta guidata da Michele de Pascale. Dall'Irpef al ticket sanitario, che arriva a 2.20 euro a scatola di medicinale, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di ritoccare al rialzo le tasse gravando ancora di più sulle tasche dei cittadini, mentre con l'altra mano riesce a elargire 116mila euro per la pubblicità del turismo Lgbtq. "Questa sinistra continua a tassare qualsiasi cosa, pur di non mettere mano ai suoi bilanci e tagliare tutte le spese superflue. L'Emilia- Romagna è diventata una vera e propria eccezione nel panorama del nord Italia per pressione fiscale", è il commento del responsabile Enti locali e capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri.

Da Fratelli d'Italia, Marta Evangelisti, capogruppo FdI in Regione Emilia-Romagna e Francesco Sassone, consigliere FdI in Regione Emilia-Romagna, hanno diffuso in una nota sottolineando di ritenere "inaccettabile che, in un periodo di crisi economica e sacrifici imposti ai cittadini dalla giunta De Pascale, vengano stanziati fondi pubblici per webinar e workshop, invece di sostenere in modo equo tutto il comparto turistico".

Il turismo in Emilia-Romagna, proseguono, "deve essere aperto e accogliente per tutti, come è sempre stato, senza creare segmentazioni di mercato basate su reddito e orientamento sessuale. Il progetto Emilia-Romagna Rainbow è esattamente il contrario dell’inclusione ed evidenzia l’ipocrisia della sinistra". Si attende una risposta di De Pascale a questa ulteriore deriva.

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