
Insoddisfatti del magro risultato dell’Aula, dove la mozione di sfiducia contro Daniela Santanchè è stata respinta facilmente, la sinistra mediatica e politica attiva la macchina del fango perenne. E quindi, ospitati nel salotto di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, alcuni dei principali esponenti della gauche mediatica si sono prestati ad un’esibizione anti-governativa per eccellenza. Dagli insulti gratuiti alle sferzate ironiche, passando per le stoccate prettamente politiche, Massimo Giannini e Pier Luigi Bersani hanno offerto allo spettatore uno spettacolo indecoroso.
Il primo a scagliarsi senza freno contro l’esecutivo è proprio l’ex direttore della Stampa. Incalzato sulla mozione di sfiducia nei confronti della Santanchè, Giannini ha sciorinato il suo personale repertorio di attacchi. "Quel banco del governo mi ha fatto una grande tristezza, mi sembravano due zombie, due morti che camminano in senso politico, perché difendono l’indifendibile”, esordisce riferendosi al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e alla titolare del Turismo. Poi, a stretto giro, arriva la sentenza definitiva: “Uno non deve stare dove sta, l’altra difende l’indifendibile per i problemi che le stanno scoppiando in mano. Con la sua inchiesta non doveva fare il ministro ed era sufficiente che non può fare la ministra”. Ecco il giustizialismo forcaiolo al suo meglio. Un ministro che non è stato ancora condannato, secondo Giannini, dovrebbe dimettersi senza alcun tipo di esitazione. “Lei racconta questa differenza tra destra e sinistra, se la prende con i radical chic, vuole dividere questa divisione antropologica dell’Italia con questa arroganza della riccanza che la ostenta per dire che sei un poveraccio”.
Dai qui la replica di Pier Luigi Bersani. “Stasera Santanchè ha dato l'idea della ricchezza spregevole, quella arrogante, che disprezza la povertà, del cattivo gusto. Ha rivendicato orgogliosamente di essere di Fratelli d'Italia. Sono contento perché così ci capiamo: questo tipo di visione del mondo non è la nostra, non è questione di ricchi o poveri ma di prepotenza e arroganza verso la vita comune delle persone", spiega.
“Chiedo che la destra abbia il buongusto di abolire l'articolo 54 della Costituzione, che pretende disciplina e onore da parte di chi svolge funzioni pubbliche. Cara destra: o lo abolite o almeno fate finta di rispettarlo, perché abbiamo oltrepassato il segno. Delmastro, Santanchè, Nordio: l'Italia è un Paese rispettabile, cerchiamo di avere una classe dirigente che meriti altrettanto rispetto", conclude Bersani.
Dello stesso avviso Corrado Augias che, incalzato da Giovanni Floris a Di Martedì, spiega come “nell'aula solenne del Parlamento, la ministra Santanchè debba rivendicare i tacchi da 12 cm mi pare un po' troppo....".- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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