La gogna contro Calearo I veri mostri sono altri

Dai leader frustrati ai giustizieri web: tutti si scatenano con l’ex Pd. Perché la sinistra non accusa i suoi assenteisti?

La gogna contro Calearo  I veri mostri sono altri

Caro direttore,
Walter Veltroni ha definito Massimo Calearo una «persona orrenda», epiteto che rivela un enorme senso di colpa per aver candidato l’imprenditore con simpatie forzitaliote capolista del Pd alle elezioni del 2008. Ma «orrendo» è un aggettivo che nulla ha a che fare con la politica, è solo la rabbia inconsulta di un leader frustrato. Veltroni alimenta la canea di giustizieri che si è scatenata sul web e non solo dopo le incaute affermazioni di Calearo alla Zanzara. Noi, che lo abbiamo guardato negli occhi quando ha parlato dei 12mila euro di mutuo pagati con lo stipendio da deputato e pure delle sue assenze e infine del macchinone immatricolato all’estero, cose che hanno suscitato enorme scandalo, non ci accodiamo alla gogna.

Non è orrendo Calearo, sono orrende parole come quelle di Nicola Zingaretti, il presidente della provincia di Roma, secondo il quale «è per gente opportunista, egoista e senza ideali come Calearo che l’Italia rischia di affondare». Davvero? E lo spread? E la speculazione internazionale e le mancate riforme? E che titoli ha Zingaretti per definire una persona «senza ideali»? Sul serio l’ex falco di Federmeccanica, a capo di un gruppo che dà lavoro a un migliaio di persone, è uno dei principali affossatori del sistema italia? Non scherziamo. Anche Maurizio Gasparri, che lo ha accolto senza fiatare nel centrodestra, ora lo aggredisce senza pietà definendolo «una vergogna per l’Italia e l’imprenditoria».
Perché nessuno, nel centrosinistra, si è mai accanito con tale veemenza contro il superassenteista Antonio Gaglione, fortemente voluto da Rosy Bindi in Puglia, uno che si compiaceva di non andare alla Camera perché aveva la sua attività di cardiologo e doveva presenziare ai convegni medici? Su Twitter, poi, si scatenano insulti di ogni tipo.

«Calearo, dopo averlo nominato sento un incomprensibile impulso a disinfettare la lingua», scrive tal Giusy del Pd, o ancora «Calearo va torturato, poi mandato a spalare della merda a mani nude finché campa», dice un altro. Ma c’è di peggio, e forse è il caso di procurarsi una guardia del corpo se certi parlamentari che si definiscono sobri e responsabili si mettono al livello dei pazzi frequentatori di internet.

Si potrebbe ricordare a Veltroni che il suo Pd, con Calearo, raggiunse quasi il 34 per cento e dunque mettendo il suo ex candidato nel girone dei reietti rinnega anche se stesso e la sua scommessa maggioritaria. All’epoca, Calearo serviva a prendere voti a destra, oggi che il Pd va a braccetto con Vendola e la Cgil, va solo bastonato. Viene facile, certo. Ha detto cose sbagliate, anzi sbagliatissime e inopportune.

Però, in fin dei conti, ognuno con la paga da parlamentare ci fa quello che crede e se vuole comprare la porsche in Slovacchia perché costa meno, forse il problema sono le tasse spaventose che abbiamo in Italia. Che si dimetta, Massimo Calearo. Ma le «persone orrende» sono altre.

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