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"L'odio comunista di Tito...". Vandalizzata con i colori della Palestina la panchina per Norma Cossetto

La panchina dedicata dal Comune di Lecce a Norma Cossetto è stata brutalmente sfregiata in meno di 48 ore: "Atto vile e vergognoso"

Panchina vandalizzata a Lecce
Panchina vandalizzata a Lecce
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L'odio rosso non conosce pietas nemmeno per i morti. Lo dimostra plasticamente quanto sta accadendo in varie parti d'Italia nei confronti di Norma Cossetto, studentessa istriana, vittima delle violenze partigiane alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Fu arrestata nel 1943 dai partigiani comunisti jugoslavi, torturata, violentata in modi indicibili e poi gettata viva in una cavità carsica, diventando una delle tante vittime delle foibe. Pochi giorni fa, nel quartiere Santa Rosa di Lecce, le era stata dedicata una panchina, dipinta con i colori italiani, che è stata vandalizzata da ignoti dopo meno di 48 ore: il simbolo italiano è stato coperto con la bandiera della Palestina. Tommaso Foti, ministro ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, ha condannato il gesto sottolineando che "l'odio comunista di Tito non si ferma ma nemmeno la verità", ricordando anche quanto accaduto a Livorno.

"Quarantotto ore. È questo il tempo che è stato concesso prima di essere vandalizzata la panchina dedicata a Norma Cossetto, la giovane italiana stuprata per giorni, gettata in foiba viva e lasciata morire dai partigiani comunisti di Tito", ha commentato il deputato e coordinatore di Fratelli d'Italia Lecce, Saverio Congedo. "Mi rammarica molto essere stato un buon profeta nell'immaginarlo ma, assodato che sia un gesto politico e non lo scherzo di un bulletto, questo è il modus operandi di certa sinistra estrema: prima negare, poi revisionare, poi instillare nella mente di qualcuno che serve cancellare, perché la morte di Norma e di tutti gli infoibati fa ancora paura", commenta Congedo, che ha chiesto a tutte le forze politiche una presa di posizione per condannare lo sfregio.

L'eurodeputata pugliese di Fratelli d'Italia Chiara Gemma, lo definisce "un atto vile e vergognoso, sintomo di un odio ideologico che non si è ancora spento". La richiesta è quella che i responsabili vengano "identificati e perseguiti con la massima severità, e che la panchina venga ripristinata immediatamente, come segnale chiaro contro ogni tentativo di negazionismo e vilipendio della memoria". Fratelli d'Italia, conclude, "continuerà a difendere la verità storica e a onorare il sacrificio degli italiani infoibati. Non arretreremo di un millimetro di fronte a chi semina odio e divisione".

Dal Comune di Lecce è arrivata una presa di posizione netta contro l'atto vandalico, "un gesto oltraggioso che ferisce la storia e il rispetto per chi ha subito quella tragedia. L’Amministrazione comunale confida nell’operato delle autorità per individuare i responsabili e ribadisce il proprio impegno nella tutela del decoro urbano e nella difesa della memoria condivisa".

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