"Quel velo islamico simbolo di oppressione": bufera prima della Supercoppa: cosa è successo

La coppa in palio tra Napoli e Inter è stata portata in campo da una donna con l'hijab: la denuncia dell'europarlamentare della Lega

"Quel velo islamico simbolo di oppressione": bufera prima della Supercoppa: cosa è successo
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Lunedì sera in palio il primo trofeo della stagione calcistica italiana: il Napoli di Walter Mazzarri e l'Inter di Simone Inzaghi in campo per la Supercoppa. Ma sulla sfida dell'Al-Awwal Stadium di Riad non sono mancate le polemiche. Già la decisione di giocare in Arabia Saudita aveva fatto storcere il naso a molti, ma non è tutto. In occasione dell'entrata in campo di azzurri e nerazzurri, il trofeo è stato portato sul terreno verde da una donna con il velo, situazione molto distante da quanto possiamo osservare sui campi occidentali. Semplicemente "inaccettabile" per l'europarlamentare Silvia Sardone.

Supercoppa italiana, donna con il velo 2

In prima fila contro l'islamizzazione dell'Europa, l'esponente della Lega non ha utilizzato troppi giri di parole per stigmatizzare quanto osservato in Arabia Saudita a pochi minuti dal fischio d'inizio della sfida tra Napoli e Inter:"Ritengo scandalosa l'immagine che si è vista prima dell'inizio della finale di Supercoppa italiana Inter-Napoli in Arabia Saudita. Una donna con il velo islamico ha portato la coppa in campo. Vergognoso che in una competizione italiana, organizzata dalla Federazione Italiana Gioco Calcio, sia consentito valorizzare e promuovere un simbolo di oppressione e sottomissione delle donne - il j'accuse della leghista - Il velo islamico rappresenta una privazione della libertà per tante donne musulmane".

Nel corso del suo intervento, Silvia Sardone ha posto l'accento sull'incoerenza a proposito del supporto alla causa delle donne iraniane che lottano contro l'imposizione del velo islamico e la promozione di certe scene in una competizione italiana come la Supercoppa, trasmessa sul piccolo schermo e dal forte impatto mediatico. E ancora:"Inoltre, con che coraggio ricordiamo il dramma di ragazze come Saman, morta anche perché non voleva accettare imposizioni di tipo religioso. Mi chiedo inoltre se avrebbero consentito a una donna italiana, magari senza velo, di entrare in campo prima della partita con la coppa. Chi ha imposto l'Arabia Saudita come sede di queste partite dovrebbe chiedere scusa, queste scene sono un danno per le battaglie sui diritti delle donne".

Una presa di posizione netta, perentoria quella di Silvia Sardone, già vittima di minacce di morte e intimidazioni per la sua ferma opposizione al velo islamico."Devi morire pu.

.. ti uccidiamo. Se Dio vuole occhio a cosa fai", uno dei messaggi recenti che ha spinto le autorità ad assegnare la protezione della scorta di polizia, estesa anche ai suoi familiari per ovvi motivi di sicurezza.

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