«Così abbiamo inventato il primo ristorante digitale»

Tre giovani lanciano un originale servizio di menu a domicilio che si avvale di un vero team di chef

Jessica Bordoni

Fino a qualche anno fa il servizio d'asporto era una prerogativa quasi esclusiva delle pizzerie. Oggi, complice la tecnologia 2.0, si registra un vero e proprio boom dei «food delivery», tra marchi nostrani (come Bacchette Forchette) e grandi compagnie internazionali (Just Eat, Foodora, Deliveroo, le più note). Non si tratta del vecchio «take away», bensì di società specializzate nella consegna di cibo a domicilio. A Milano, in particolare, il mercato dell'«home eating» vanta una crescita costante e sta diventando sempre più competitivo. All'interno di questo scenario così composito, c'è anche chi ha pensato a una forma alternativa al «solito delivery». È il caso di «Foorban», il progetto di Stefano Cavaleri, Riccardo Pozzoli e Marco Mottolese, tre milanesi intorno ai 30 anni con importanti esperienze nel campo della ristorazione, del marketing e della comunicazione. Insieme hanno dato vita al primo «ristorante digitale». Come spiega Marco Mottolese: «I tradizionali food delivery si occupano soprattutto di logistica, ossia della presa in carico degli ordini e della consegna dei pasti. Noi, invece, ci avvaliamo di una cucina e di un team di chef selezionati, gestendo direttamente anche la preparazione dei piatti. Proprio come un vero ristorante, solo che non abbiamo dei coperti fisici». Il servizio di delivery è attivo dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 15 con consegna gratuita per prenotazioni effettuate prima di mezzogiorno, poi a 2,90 euro. «Garantiamo l'arrivo entro 20 minuti dall'ordinazione», precisa Mottolese. «Per questo il raggio di azione per ora è limitato al Centro storico e all'area dentro i Bastioni». Ogni giorno c'è un menù diverso, con cinque piatti appetitosi tutti concepiti per essere trasportati. Gli ingredienti sono freschi, di prima qualità, a chilometro zero o comunque di produzione locale. Sono bandite le fritture e si prediligono le tecniche di cottura innovative, come il sottovuoto e le basse temperature. Dallo scorso giugno, quando la start up ha preso avvio, sono state messe a punto ben 300 ricette e Foorban riceve in media 100 ordinazioni giornaliere, tra aziende e privati. Un altro punto di forza è la velocità di consegna: i rider si muovono prevalentemente in bicicletta, nel rispetto ambientale; la vespa è utilizzata per gli ordini più voluminosi e i percorsi più lunghi.

«Visto l'ottimo riscontro di pubblico in questi primi mesi di attività, nel 2017 pensiamo di implementare il servizio anche a cena e stiamo già organizzando una serie di convenzioni con varie aziende», conclude Marco Mottolese. Tutte le info su www.foorban.com.

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