Ma sul reddito di cittadinanza è ancora duello tra Fi e Lega

Non più reddito di cittadinanza alla «grillina», ma forse un reddito d'autonomia alla «leghista». La disputa semantica sulle misure di aiuto alla povertà e per l'inclusione sociale annunciate dal governatore Roberto Maroni si è arricchita ieri di un nuovo capitolo con il suo intervento in consiglio regionale. Di certo, invece, ci sono la data d'avvio fissata per ottobre e i finanziamenti trovati dall'assessore all'Economia Massimo Garavaglia: 50 milioni di euro per il trimestre ottobre-dicembre 2015 e altri 200 per il 2016. Fondi regionali che andranno ad aggiungersi ai 227 milioni del Fondo sociale europeo spalmato nei sei anni 2014-20. Ancora da definire, invece, i contorni del provvedimento per il quale Maroni ha invitato tutti i partiti a formulare delle ipotesi da portare in un apposito gruppo di lavoro che sarà costituito il 17 giugno.

Critica ancora una volta la posizione di Forza Italia che con il presidente del gruppo in Regione Claudio Pedrazzini ribadisce che «devono essere valorizzati gli strumenti che già sono a disposizione in Lombardia e che si sono rivelati molto efficaci». Perché, sottolinea, «la nostra Regione si è distinta per l'uso delle risorse della Comunità europea su iniziative legate a politiche attive del lavoro come Garanzia giovani che sta dando buoni risultati». Non solo. «In Lombardia esiste già una piattaforma, quella di Dote unica lavoro che può essere integrata da un nuovo strumento, la Dote unica persona che includa un “assegno di emergenza”». Una misura con cui «assicurare ai cittadini in condizione temporanea di difficoltà sociale, economica e lavorativa, gli opportuni interventi di sostegno, sia monetari che di servizi di prima utilità e reinserimento nel mercato del lavoro».

La Lega, invece, con il capogruppo Massimiliano Romeo è pronta a chiedere «il requisito obbligatorio della residenza in Lombardia da almeno dieci anni». Per Luca Del Gobbo (Ncd) sarà fondamentale «coinvolgere le amministrazioni locali e tutti i soggetti del Terzo Settore».

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