Elezioni in Austria, Kurz vola. L'ultradestra paga l'Ibizagate

I conservatori del cancelliere in testa nelle elezioni legislative anticipate. L'FPÖ subisce un crollo del 10% e scivola in terza posizione

Elezioni in Austria, Kurz vola. L'ultradestra paga l'Ibizagate

Le elezioni anticipate erano state annunciate lo scorso 18 maggio non appena lo scandalo "Ibizagate" aveva travolto il leader del Partito della Libertà Austriaco (FPÖ), Heinz-Christian Strache, facendo così implodere la coalizione di governo allora composta dai conservatori del cancelliere Sebastian Kurz e dall'estrema destra. A pagare per questo scandalo è stato proprio il FPÖ che è crollato di dieci punti percentuali sprofondando al 17% e scivolando così in terza posizione. Stando alle proiezioni diffuse dalla tv pubblica ORF alla chiusura dei seggi, i conservatori del cancelliere uscente Sebastian Kurz conducono le danze con circa il 37% dei voti, migliorando di circa sei punti rispetto al 2017. L'ultradestra crolla, perdendo 10 punti rispetto al 2017 e scivolando al 16% circa. I veri vincitori sembrano essere i Verdi, trainati da una sorta di "effetto Greta": alle legislative del 2017 non avevano superato la soglia di sbarramento del 4%, mentre ora registrano un aumento dei consensi di oltre 10 punti raccogliendo il 14,3% dei voti e torneranno dunque in Parlamento. Quanto al partito socialdemocratico SPÖ, è seconda forza politica con il 22%, in calo però di oltre 5 punti rispetto alle ultime elezioni.

Il rebus delle alleanze è tutto da risolvere e i negoziati potrebbero durare settimane. Sulla carta Kurz avrebbe la possibilità di formare una coalizione con i socialdemocratici, con l'estrema destra o con i Verdi. Ma tutte le opzioni risultano pericolose dal momento che il giovane conservatore ha promesso agli austriaci di tornare alla stabilità.

Dietro le quinte molti nel partito fanno pressioni affinché valuti seriamente un ritorno all'alleanza con la sinistra, una formula che ha governato l'Austria per 44 anni dopo la Seconda guerra mondiale, ma l'ex cancelliere sa che questo gli farebbe perdere popolarità. Anche la riproposizione di un'alleanza con l'FPÖ, esclusa peraltro poco dopo la diffusione dei risultati dal suo leader Norbert Hofer, non sarebbe felice, dal momento che il partito di estrema destra è stato fortemente sanzionato dagli elettori alle urne.

A far implodere la coalizione guidata da Kurz era stata la diffusione, il 17 maggio scorso, di un video girato di nascosto nel 2017 sull'isola di Ibiza (guarda il video). Da qui il nome "Ibizagate". In quelle immagini si vedeva Strache proporre appalti pubblici a quella che credeva essere una oligarca russa per ottenere in cambio fondi occulti. Subito dopo la pubblicazione del documento da parte dello Spiegel e del Süddeutsche Zeitung, il leader del FPÖ si era immediatamente dimesso da vicecancelliere e dalla guida del partito. Da quel momento il timone del Paese è stato affidato a un governo ad interim guidato da un magistrato, Brigitte Bierlein, e l'ultradestra ha continuato a perdere voti fino al crollo registrato oggi alle urne che la spinge all'opposizione. "Non abbiamo ricevuto un mandato chiaro per continuare la coalizione (con i popolari di Kurz, ndr)", ha detto il segretario generale del partito, Harald Vilimsky.

Come già in altri Paesi dell'Unione europea, anche alle elezioni in Austria si registra un forte exploit dei Verdi nelle elezioni anticipate di oggi in Austria. Il partito ecologista ha, infatti, registrato il miglior risultato mai incassato fino ad oggi. Un aumento dei consensi di oltre dieci punti percentuali che li porta al 14,3% dei voti e a tornare in parlamento. Il partito ecologista governa già diverse regioni con i conservatori, ma a livello federale in molti sono scettici su una possibile alleanza per le diversità che bisognerebbe colmare su temi come l'ambiente e l'immigrazione.

E, a urne chiuse, il leader Werner Kogler ha subito chiarito che una eventuale coalizione potrebbe essere valutata solo se Kurz effettuerà un "cambiamento radicale" di direzione rispetto alla sua precedente alleanza con l'estrema destra, in particolare sulle questioni ambientali ma anche nella "lotta contro la corruzione" e "povertà".

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