"La dovete finire, ve ne dovete andare". Troupe del Tg1 aggredita a Lampedusa

Un gruppo di isolani ha aggredito l'inviato del Tg1, danneggiando l'attrezzatura utilizzata per il collegamento con l'edizione delle 20, impedendo così di parlare dell'emergenza migranti

"La dovete finire, ve ne dovete andare". Troupe del Tg1 aggredita a Lampedusa
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Vergognosa aggressione a Lampedusa ai danni di un giornalista del Tg1 che, come impongono il diritto e dovere di cronaca, stava documentando la situazione degli sbarchi sull'isola. Lorenzo Santorelli è l'inviato Rai a Lampedusa e da giorni racconta l'emergenza sbarchi, ieri più che mai dopo la visita a Lampedusa del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del commissario europeo agli Affari interni Ylva Johansson all'hotspot dell'isola.

"La dovete smettere di parlare di neri", ha urlato un gruppo di ragazzi all'indirizzo del giornalista. E poi minacce, insulti e spintoni, con conseguente caduta delle telecamere. Hanno strappato lo zainetto necessario per garantire i collegamenti in diretta, rendendo di fatto impossibile effettuare la diretta con il telegiornale delle 20 del servizio pubblico e garantire, di fatto, l'informazione. Santorelli si trovava nei pressi del molo Favaloro, una delle zone cruciali per lo sbarco, dove attraccano motovedette e barchini, l'aggressione è avvenuta davanti agli occhi dei passanti ma nessuno è intervenuto per fermarla. Sono intervenuti i carabinieri e la Digos, allertati dagli stessi giornalisti presenti, ma nemmeno questo ha fatto desistere gli aggressori.

"Non mi importa se mi arrestano, la dovete finire, ve ne dovete andare", continua uno dei presenti all'indirizzo della troupe. Sconosciuti i motivi di tale aggressione, probabilmente i locali lamentano un'attenzione eccessiva al fenomeno sbarchi che, secondo loro, inficia il turismo sull'isola. Eppure, hotel, ristoranti, spiagge e bar sono al completo sulla piccola isola, segno che tutto questo non influisce sull'economia di Lampedusa. "L’aggressione avviene dopo giorni in cui il Tg1 è impegnato a documentare con i suoi cronisti – com’è doveroso per il servizio pubblico – i flussi migratori verso l’isola e i salvataggi in mare. Non è accettabile che i giornalisti siano bersaglio dell’intolleranza di pochi che mal sopportano il lavoro dell’informazione nei luoghi di frontiera", ha dichiarato il cdr Rai in una nota.

Al momento non è dato sapere se le persone che si sono rese responsabili dell'aggressione sono state identificate e se per loro è scattata una denuncia. Oltre all'aggressione, infatti, è possibile ipotizzare anche l'interruzione di servizio pubblico, visto che il giornalista stava realizzando un servizio per la televisione di Stato.

Nel frattempo sull'isola sono ripresi gli sbarchi a ritmo incessante e si prevede che nelle prossime settimane, con l'ulteriore stabilizzazione del tempo, possano intensificarsi e aumentare, mettendo nuovamente sotto pressione l'intero sistema di accoglienza.

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