Dal sequestro alla blitz: ecco chi sono gli uomini del San Marco

A calarsi dagli elicotteri per liberare la nave sequestrata a largo di Ischia, gli uomini del secondo reggimento della Brigata San Marco. Una delle élite delle forze armate italiane

Dal sequestro alla blitz: ecco chi sono gli uomini del San Marco
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Il sequestro della nave turca ad opera di un gruppo di migranti irregolari si è concluso con l'intervento delle forze speciali italiane e la liberazione dei membri dell'equipaggio.

Tra le unità delle forze armate italiane impiegate nell'operazione, uomini del Comsubin, della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto. Con loro, i militari della Brigata Marina San Marco, che si sono calati dagli elicotteri a bordo della nave per fermare il sequestro e mettere in sicurezza le persone che lavoravano a bordo del cargo.

La storia di questa Brigata risale già al Regno di Sardegna, agli albori del XVIII secolo. Con l'unità d'Italia, e con una lunga serie di evoluzioni, battesimi del fuoco, guerre e missioni di pace, operazioni speciali e un lavoro costante, il San Marco è entrato sempre più a far parte dell'élite delle forze armate italiane. Una brigata coinvolta non solo nelle più "tipiche" operazioni in mare, ma anche a terra. Grazie a un addestramento particolarmente duro e complesso, i "fucilieri di Marina" sono sostanzialmente in grado di svolgere quasi tutti i compiti richiesti dallo Stato Maggiore. Un "marò" può essere paracadutista, mortaista, rocciatore, sommozzatore, tiratore scelto, ricognitore, esperto di esplosivi. Tutto questo permette così a questa brigata di essere impiegata in svariati ambiti operativi sia in Italia che nelle missioni all'estero - dai Balcani, al Libano alla Libia - anche per compiti che apparentemente sembrano molto distanti dal "focus" per cui sono creati.

Ad oggi, grazie alla configurazione come brigata avvenuta nel 2013, il San Marco si divide in diversi comandi, con tre reggimenti operativi e un Gruppo Mezzi da Sbarco. Il primo reggimento San Marco è il tenutario della Bandiera di Guerra del Battaglione San Marco e della Bandiera Colonnella ed è l'unità della Brigata che ancora oggi compie tutte le operazioni anfibie per cui sono nati i fucilieri di Marina.

Il secondo reggimento è invece quello impiegato nell'interdizione marittima, nel controllo del traffico di navi mercantili e nel Interdizione Marittima, in supporto al controllo del traffico mercantile e nel "boarding", ovvero le operazioni di abbordaggio. A questo proposito, ieri, come ha ricordato il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago in una nota, a operare a bordo della nave turca sono stati appunto gli uomini del secondo reggimento San Marco.

Il terzo reggimento si occupa della difesa delle basi della Marina e di alta rappresentanza. Il ​Gruppo Mezzi da Sbarco, invece, supporta in mare i reggimenti operativi. Da ultimo, ma non per importanza, il Battaglione "Caorle": la "Fucina leonis" che si occupa della formazione di questi copri d'élite della Marina Militare.

Per le sue operazioni, il personale del San Marco utilizza diversi mezzi, di diversa natura.

Oltre ai mezzi da sbarco e agli elicotteri, fondamentali per la realizzazione dei vari tipi di missioni per cui è necessario l'intervento dei marò, i reggimenti possono contare su tre unità da trasporto anfibio: il San Marco, il San Giusto e il San Giorgio.

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