Grey digital divide, i silver sono sempre più tecnologicamente emancipati

Cresce il numero di over 65 connessi a internet e diminuisce il rischio di esclusione sociale. Non c’è soltanto internet a descrivere l’alfabetizzazione digitale. A spingere la diffusione delle tecnologie subentrano anche i dispositivi per la casa intelligente

Grey digital divide, i silver sono sempre più tecnologicamente emancipati

Partiamo da due semplici assunti: l’uso delle tecnologie coincide anche con l’inclusione sociale e, secondo, esclusione sociale e solitudine sono problemi che demonizzano ogni società civile. Occorre comprendere quanto il fenomeno dell’esclusione sociale – e quindi nei casi più estremi la solitudine – impatti sui silver ossia i cittadini che hanno dai 65 anni in su, il grey digital divide. Possiamo dire subito che gli anziani italiani sono più digitalmente evoluti di quanto si possa credere benché esclusione e solitudine siano spauracchi che aleggiano su qualsiasi orizzonte. Ma non è un punto di arrivo, quanto una fase intermedia. Basato su contenuti realizzati da NExT-H, content provider e startup innovativa.

Il grey digital divide

Da anni si parla del digital divide, ossia il divario digitale, un muro invisibile che separa chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi non ne ha. In Italia, da questo punto di vista, si sta facendo molto. La banda larga, ossia le connessioni veloci, riguardano ormai tutta la Penisola. Si sta lavorando alacremente per ridurre il divario digitale, missione tutt’altro che semplice considerando la morfologia del territorio e la dispersione della popolazione, distribuita a macchia di leopardo su tutto il territorio, fatto di grandi centri urbani che raccolgono milioni di cittadini e di tanti piccoli paesi scarsamente popolati. Annullare il divario digitale vuole dire che chi vive a Milano deve avere la medesima possibilità di accedere a internet di chi vive in un paesino di poche centinaia di abitanti, sia questo all’estremo Nord o all’estremo Sud del Paese.

Tuttavia, colmare il divario digitale non significa colmare il gap culturale: avere una connessione a internet non coincide con il saperne fare uso e, ad aumentare il quoziente di difficoltà, subentra anche il fatto che non tutti i silver hanno avuto accesso a una formazione specifica all’uso delle tecnologie. Eppure, come vedremo, sono più tecnologici di quanto si sia portati a credere e questo vuole dire che hanno provveduto da soli ad addentrarsi nei meandri del tech, ricorrendo all'aiuto di figli, nipoti o parenti. Una generazione che non smette di imparare.

Qualche numero

silver e tech

Una ricerca dell’Università degli studi di Milano-Bicocca risalente al 2019 ha preso in esame i dati risalenti agli anni precedenti, stabilendo che nel 2015, il 23% della popolazione di età compresa tra i 65 anni e i 74 anni di età, faceva uso di un personal computer e soltanto il 7% era attivo sui social network.

Nel giro di due anni i silver dediti all’uso del pc hanno raggiunto il 27% e la percentuale di chi faceva uso di reti sociali è salita all’11%.

Oggi, così come rilevato da uno studio commissionato da Confederazione nazionale artigianato, fa uso regolare di internet il 58,8% dei silver. L’89,5% di questi vi ricorre più di una volta la settimana, il 73,4% usa uno smartphone e il 71,7% è iscritto ad almeno un social network.

Non sono soltanto numeri, sono il segnale di una necessità di inclusione sociale, della necessità di non rimanere isolati e di non sperimentare la solitudine. Siamo davanti a una rivoluzione sociale: grazie alle tecnologie il Paese sta conoscendo un nuovo capitolo di inclusione sociale che non guarda più al ceto, all’estrazione culturale e al dato anagrafico.

Al di là dei numeri

Non c’è soltanto internet a descrivere l’alfabetizzazione digitale. A spingere la diffusione delle tecnologie – peraltro sempre più facili da utilizzare – subentrano anche i dispositivi per la casa intelligente e l’uso di strumenti per il monitoraggio della salute, oltre ad altri strumenti che permettono di allertare persone care in caso di bisogno.

Aspetti che stanno penetrando nella cultura degli italiani e che non possono essere limitati ai numeri e ai paragoni con gli altri Paesi. L'unico numero che importa è questo: in Italia i silver sono il 22,8% della popolazione ed è un dato che tenderà ad aumentare nel prossimo futuro. Poco importa che la media Ue sia più bassa, poco importa che in altre nazioni un numero maggiore di silver sia avvezzo all’uso delle tecnologie.

L’evangelizzazione digitale, che sia nelle scuole elementari così come nelle case degli over 65, è un percorso che dobbiamo fare da noi, complici tutti quei

silver i quali, pure non avendo avuto modo di frequentare corsi appositi, hanno deciso di fare da sé, con risultati variabili. L’emancipazione digitale dei silver è uno strumento per combattere esclusione sociale e solitudine.

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