I furbetti del reddito di cittadinanza che fregano lo Stato

Le forze dell'ordine hanno scoperto in poche settimane numerosi episodi di beneficiari del reddito di cittadinanza che ne approfittano per lavorare in nero, spendere tutti i soldi per acquisti futili e c'è chi continua a spacciare

I furbetti del reddito di cittadinanza che fregano lo Stato

Percepiscono il reddito di cittadinanza ma nel frattempo, cercano di arrotondare. C'è chi spaccia hashish, chi ha un altro lavoro, chi nel frattempo spende i soldi della card per acquisti futili. Negli ultimi mesi il Comando provinciale dei carabinieri ha setacciato il territorio a caccia dei furbetti del reddito di cittadinanza e i casi di chi ha utilizzato indebitamente il contributo statale si moltiplicano. Qualche giorno fa i carabinieri hanno beccato a Giardinello, in provincia di Palermo, un uomo che aveva avuto accesso al reddito ma nel frattempo aveva ricevuto una misura cautelare per spaccio di stupefacenti. L'uomo di 34 anni, originario di Carini ma residente a Giardinello è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Montelepre. Lo scorso 6 giugno era stato arrestato in flagranza di reato per detenzione di sostanza stupefacente. Sottoposto ad una perquisizione personale dai carabinieri della stazione di Montelepre era stato trovato in possesso di una scatoletta di metallo, di quelle solitamente usate per le caramelle con dentro 30 grammi di hashish suddivisi in sedici dosi. L’arresto era stato poi convalidato e su richiesta del comando della stazione di Montelepre, il tribunale di Palermo ha disposto la sospensione del beneficio di legge a decorrere dalla data dell’arresto.

Un'intensa attività di monitoraggio ha permesso di scoprire numerosi casi un po' in tutta l'isola e adesso che scatta la fase-2 del progetto con la ricerca del lavoro, c'è il concreto rischio che emergano altri casi. In queste ultime settimane si è scoperto che c'è anche chi ha usato la card per futili acquisti, chi percepiva il reddito di cittadinanza e arrotondava rubando ghirlande e cuscini di fiori all'obitorio del cimitero di Catania per poi smontarli e rivendere i fiori. Gli agenti del commissariato di Librino hanno arrestato un 34 enne del luogo. L'uomo commerciava con i fiori riciclati in un negozio nei pressi del cimitero, senza contratto di locazione e con un allaccio abusivo all'Enel. L'auto utilizzata per l'attività, inoltre, era priva di assicurazione e senza revisione. Sempre a Catania, un altro caso allarmante di chi percepiva il reddito di cittadinanza e sfruttava la moglie costringendola a prostituirsi. E' stato arrestato con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, reati commessi alla moglie di 42 anni, un catanese di 39 anni. L'uomo, da circa due anni, si era sposato con una ecuadoregna nella piena consapevolezza che la donna si prostituiva. Disoccupato e tra l'altro percettore di reddito di cittadinanza, ha continuato a farsi mantenere dalla donna fino a quando questa non ha avuto la forza di denunciarlo

A Realmonte nell'agrigentino, se i carabinieri non avessero effettuato un controllo nella struttura sanitaria di accoglienza per anziani dove lavorava in nero, forse, l'avrebbe fatta franca. SI tratta di un'inserviente senza un regolare contratto, una 40enne di Porto Empedocle che percepiva puntuale, ogni mese, anche il reddito di cittadinanza. I militari l'hanno denunciata con l'accusa di truffa ai danni dello Stato, sequestrandole la tessera che consente di incassare mensilmente il reddito di cittadinanza, multando inoltre il datore di lavoro per averla impiegata senza un regolare contratto.

E si potrebbe continuare andando a ritroso nel tempo, piccoli e grandi imbrogli di un'Italia che non riesce a ripartire

e dell'atavica idea di essere sempre più furbi degli altri. Gli episodi sono tanti ma fondamentalmente emerge un quadro desolante: il reddito non è riuscito a scalfire la quota di lavoro nero, come dimostrano i tanti casi scoperti dai carabinieri.

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