Passo indietro del Baath Carri armati e dimissioni In Siria il regime crolla?

Nuova forte repressione contro i manifestanti: 30 carri armati alle porte della capitale. Dimissioni in massa da Baath, il partito del presidente Assad, via 30 deputati di Banias. Scontri tra due reggimenti dell'esercito a Deraa

Passo indietro del Baath 
Carri armati e dimissioni 
In Siria il regime crolla?

Damasco - Circa 30 carri armati dell’esercito siriano sono stati avvistati da testimoni oculari mentre sono in movimento sul raccordo anulare di Damasco. Lo riferisce il sito Rassd di monitoraggio che trasmette anche su Twitter.

Dimissioni da Baath Una trentina di appartenenti al partito Baath, al potere in Siria, si sono dimessi per protestare contro le "pratiche dei servizi di sicurezza. Le pratiche dei servizi di sicurezza nei confronti di cittadini inermi a Banias (Nord-Ovest della Siria) e nei villaggi vicini, in particolar a Baida, sono contrarie a tutti i valori umani e agli slogan del partito" è scritto nel testo firmato dai membri dimissionari, originari della regione di Banias. Nel comunicato si citano inoltre "perquisizioni in abitazioni, l’utilizzo di proiettili veri e le discriminazioni nei confronti di persone, abitazioni, moschee e chiese". I 30 firmatari denunciano in particolare "le aggressioni" contro gli abitanti di Baida e il comportamento dei servizi di sicurezza e dei shabbiha (sostenitori del regime) "che incitano al confessionalismo e suscitano sentimenti di ostilità nella popolazione" siriana.

Altri movimenti di tank Testimoni e attivisti per i diritti umani riferiscono che l'esercito ha dispiegato i carri armati attorno a Douma, sobborgo di Damasco, e nella città costiera di Banias, già teatro di manifestazioni nelle ultime settimane. Un residente di Douma riferisce che gli agenti di sicurezza stanno andando casa per casa, conducendo raid, con la lista delle persone ricercate, aggiungendo che se gli agenti non trovano le persone che stanno cercando, portano via in custodia i loro parenti. Oggi sono in programma due funerali. Secondo un testimone, a Banias l'esercito ha nuovamente schierato i carri armati e mezzi di trasporto corazzati vicino alla principale strada che conduce alla città.

Scontri nell'esercito a Deraa Ci sarebbero violenti scontri tra il quarto e il quinto reggimento dell’esercito siriano, nella città di Deraa. Lo ha riferito la televisione panaraba al Arabiya, citando alcuni testimoni locali, senza dare ulteriori dettagli sull’accaduto. I carri armati giunti stamani a Deraa avrebbero iniziato a bombardare con l’appoggio dell’aviazione il centro della città, epicentro della rivolta contro il governo del presidente Bashar al Assad. Lo ha riferito un testimone locale. Secondo, invece, gli attivisti per i diritti umani che inviano messaggi tramite Twitter dalla Siria, le autorità aeroportuali di Damasco stanno controllando nei computer dei passeggeri che lasciano il paese la presenza di foto o di video delle proteste contro il governo.

Richiamati gli ambasciatori I governi di Italia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna hanno deciso una convocazione coordinata degli ambasciatori della Siria accreditati nei loro rispettivi Paesi. Lo riferiscono le autorità francesi. Gli stati europei hanno deciso di convocare l’ambasciatore siriano per protestare contro la violenta repressione delle manifestazioni anti-regime.

Chiesto l'intervento dell'Ue Italia e Francia chiedono all’Unione europea che al vertice di maggio si discuta di "sanzioni" contro il "regime siriano". Lo ha ribadito ieri il ministro degli Esteri, Franco Frattini in audizione presso le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. "Sono stato io il primo ieri assieme al ministro degli Esteri francese Juppè a chiedere un’inchiesta indipendente dell’Onu e che l’Ue a maggio discuta di sanzioni al regime siriano", ha spiegato Frattini rispondendo ad una sollecitazione del leader dell’Udc Pierferdinando Casini.

Si muove l'Onu Il consiglio per i diritti umani delle Nazioni unite (Unhrc) terrà una sessione speciale sulla Siria per cercare di fermare le violenze portate avanti dalle forze del presidente Bashar Assad sui civili. I rappresentati dei 47 Paesi membri si incontreranno venerdì prossimo a Ginevra.

La sessione speciale è stata chiesta dagli Stati Uniti, appoggiati da Belgio, Regno Unito, Francia, Ungheria, Giappone, Messico, Norvegia, Polonia, Corea, Moldavia, Senegal, Slovacchia, Spagna, Svizzera e Zambia, tutti Paesi membri dell'Unhrc. Sono oltre 400 le persone uccise in Siria da metà marzo, quando Assad ha lanciato una furiosa repressione sui dissidenti. Ieri l'Onu ha chiesto al presidente di ritirare le forze di sicurezza.

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