
«Non conosco il merito delle contestazioni mosse a Marine Le Pen, né le ragioni di una decisione così forte, ma penso che nessuno che abbia a cuore la democrazia possa gioire di una sentenza che colpisce il leader di un grande partito e toglie rappresentanza a milioni di cittadini». La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato al Messaggero e ribadito ieri su X la ragione per cui ritiene che ci sia poco da rallegrarsi per la sentenza ai danni della leader francese del Rassemblement National, Marine Le Pen, esclusa dalle prossime presidenziali in Francia a causa della condanna a 4 anni di carcere (sospesa) ma soprattutto dell'ineleggibilità di 5 anni.
Sul tema è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando con i giornalisti a Montecitorio. «Io sono un garantista, lo sapete, e per me Marine Le Pen è innocente finché non si sarà una condanna di terzo grado, passata in giudicato - ha spiegato Tajani - Quindi mi pare singolare la questione del braccialetto perché non è una che può scappare», ha aggiunto il leader di Forza Italia.
A chi gli chiedeva un commento a quanto detto dal vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, che in riferimento alla vicenda ha parlato di una dichiarazione di guerra dell'Unione europea, Tajani ha precisato che «l'Europa non c'entra nulla». Il verdetto è stato infatti emesso da un tribunale francese.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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