Angeletti lascia la Uil. Arriva Barbagallo

La Uil cambia segretario, ma tira sempre la stessa aria. Barbagallo: "Senza risposte siamo pronti allo sciopero".

Angeletti lascia la Uil. Arriva Barbagallo

Dopo Raffaele Bonanni, è la volta di Luigi Angeletti. Per i sindacati è tempo di cambiamenti. E così il leader della Uil ha annunciato che lascerà ufficialmente la guida del sindacato a Carmelo Barbagallo, già segretario generale aggiunto dal gennaio scorso. La Uil rinnova così i vertici, ma la musica non cambia. "Se non avremo risposte dal governo faremo lo sciopero - annuncia Barbagallo - ma vogliamo arrivarci insieme agli altri sindacati".

La candidatura al vertice, emersa dopo una lunga consultazione della base, arriva al termine del Consiglio confederale che ha accolto la scelta di Angeletti di rimettere il mandato. L'incoronazione ufficiale avverrà invece al termine del Congresso della Uil, convocato dal 19 al 21 novembre prossimo, quando il nuovo Consiglio confederale eletto dall’assise voterà, seduta stante, il nuovo leader.

Ma chi è Carmelo Barbagallo? È un siciliano che ha iniziato a lavorare all’età di 8 anni: ora di anni ne ha 67. Sposato, con 2 figli e 2 nipoti, Barbagallo ha già guidato negli ultimi importanti appuntamenti del sindacato: dall’incontro al ministero del Lavoro sulla Legge di Stabilità, alle manifestazioni dei pensionati fino alla mobilitazione dei dipendenti pubblici. Al tavolo di Palazzo Chigi ad ottobre scorso il premier Matteo Renzi sembrò ignorarlo ("Lei chi è?" domandò il presidente del Consiglio come riferito dallo stesso Barbagallo).

Dopo 5 anni di lavoro minorile, 1 anno di lavoro nero e 3 mesi di apprendistato, prima di approdare alla Fiat, ha cambiato tanti mestieri. Il primo contratto regolare fu in una concessionaria d’auto; poi in quindici anni è passato da un negozio di barbiere a un pastificio, da una cooperativa ittica a un magazzino di smistamento postale. Infine, operaio specializzato alla Fiat di Termini Imerese, la cittadina siciliana che gli ha dato i natali. Nello stabilimento ha iniziato l’attività sindacale che da delegato lo ha portato sino alla carica di segretario generale della Uil Sicilia. Le sue battaglie civili in difesa della legalità lo hanno reso bersaglio della mafia.

In particolare, dopo le parole pronunciate in occasione dei funerali del suo amico Domenico Geraci, il sindacalista della Uil assassinato a Caccamo nel 1998, è stato fatto segno di gravi atti intimidatori: già in precedenza, peraltro, un colpo di fucile era esploso nella sua abitazione lasciandolo miracolosamente incolume.

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