
Dal tribunale di Tel Aviv, dove è comparso in aula ieri mattina per il processo che lo vede imputato per corruzione, al suo ufficio di Gerusalemme, dove ha testimoniato nel pomeriggio, per due ore, di fronte agli investigatori di polizia dell'Unità anticrimine internazionale Lahav 433 sul «Qatargate», lo scandalo dei presunti legami finanziari illeciti tra i suoi collaboratori e il Qatar, sul quale indaga anche lo Shin Bet (i servizi segreti interni). È stata una giornata intensa quella del primo ministro israeliano, cominciata con l'arresto di due suoi ex stretti assistenti, Yonatan Urich, già consigliere per la gestione delle crisi e la comunicazione, che lavora al fianco di Netanyahu dal 2015, ed Eli Feldstein, ex portavoce del premier. Il capo del governo non è indagato ma l'inchiesta lo sfiora pericolosamente. Nasce dalle rivelazioni sulle attività di Feldstein, sospettato di lavorare per il Qatar tramite una società incaricata da Doha di fornire ai media storie favorevoli al regime. Feldstein è anche accusato di aver danneggiato la sicurezza nazionale in un caso sul furto e la fuga di notizie di documenti classificati dell'Esercito. Entrambi hanno svolto pubbliche relazioni per il Qatar per la Coppa del Mondo 2022.
Per il premier l'indagine è «motivata politicamente» e i suoi collaboratori «sono tenuti in ostaggio». Ma per il leader di Unità Nazionale Benny Gantz, la condotta di Netanyahu «sta spingendo Israele verso una crisi costituzionale». Il premier ha licenziato nei giorni scorsi il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, che indaga sul caso (decisione sospesa dalla Corte Suprema) e il suo governo ha sfiduciato la procuratrice generale Gali Baharav-Miaram, che ha disposto la convocazione di «Bibi». Le mosse del premier hanno scatenato dure proteste di piazza. Ma per il Likud, partito di Netanyahu, è in corso «una caccia alle streghe». Eppure il consenso del premier si sta sgretolando.
Il 70% degli israeliani (sondaggio di Channel 12) non ha fiducia nel governo e fra loro un terzo degli elettori della coalizione. Netanyahu ieri ha nominato l'ex comandante della Marina Eli Sharvit a capo dello Shin Bet ma starebbe riconsiderando la decisione.
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