Confalonieri in vetta al Duomo: sarà presidente della "Fabbrica"

Con il numero uno di Mediaset nel cda dell'istituzione milanese Giorgio Squinzi e il rettore del Politecnico Resta

Confalonieri in vetta al Duomo: sarà presidente della "Fabbrica"

La Veneranda Fabbrica del Duomo ha da oggi un nuovo presidente e un consiglio di amministrazione per gran parte rinnovato. Dopo un triennio convulso che ha visto, in tempi diversi, un avvicendamento al suo interno, ieri la nomina ministeriale dei sette membri che compongono il cda, guidato da Fedele Confalonieri. «Sono onorato di assumere la presidenza della Veneranda Fabbrica e farò di tutto per essere me stesso e rappresentare in questa presidenza tutti i milanesi» ha commentato il presidente di Mediaset e amico di Berlusconi lungo una vita intera, accompagnata da grandi successi e prestigiose poltrone presidenziali in ambito culturale come l'orchestra Filarmonica della Scala e il Comitato per le celebrazioni verdiane. Cavaliere di Gran Croce, Confalonieri ha interpretato questa sua nuova designazione proprio nello spirito che lo lega profondamente alla città dove è nato ottant'anni fa. Ora il giusto riconoscimento ai vertici di un organismo di intima laicità seppur al servizio della religione.

Fin dalla sua fondazione, la Fabbrica è stata composta per grandissima parte da persone estranee al mondo clericale e la presidenza uscente di monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo, è stata la classica eccezione che conferma la regola. Questo spiega il motivo di una ufficializzazione che spetta al ministro dell'Interno. E ieri Marco Minniti, dopo le scelte concordate con l'arcivescovo Angelo Scola, ha reso noti i cinque nomi individuati dal governo e i due di designazione cardinalizia. Borgonovo, espressione della Curia milanese continua a far parte dell'organismo e accanto a lui, il cardinale ha scelto Claudio Sala, 63 anni, avvocato dal 1979 e cassazionista dal '93.

Il Viminale ha invece nominato Confalonieri, Simona Beretta, ordinario di Scienze politiche e sociali alla Cattolica, il rettore del Politecnico Ferruccio Resta, il manager Luigi Roth e l'imprenditore Giorgio Squinzi. Tutti lombardi e per la metà milanesi, fatta eccezione per la monzese Beretta, il bergamasco Resta e il lecchese monsignor Borgonovo che lascia la presidenza, ereditata nel 2014 alle dimissioni di Angelo Caloia, indagato per peculato, il quale - proprio per difendersi dalle accuse - aveva lasciato tutti gli incarichi. Confalonieri è entrato nel consesso solo l'anno scorso con l'uscita di Leone Maria Corradi Dell'Acqua, ritiratosi per raggiunti limiti d'età, mentre la Beretta era subentrata a Paola Vismara, ordinario di Storia della Chiesa alla Statale, scomparsa dopo lunga malattia.

Ieri l'ingresso dei nuovi tre componenti - Ferruccio Resta, Luigi Roth e Claudio Sala - al posto degli uscenti Carlo Azzimonti, Gigi Martinoli e Carlo Secchi. A Confalonieri tocca un incarico di prestigio ma di grandissima responsabilità. La Fabbrica, ente di natura pubblica, è nato nel 1387 per costruire e gestire la complessa «macchina» della cattedrale di Milano, un monumento visitato da 5 milioni di turisti ogni anno con presenze quotidiane che oscillano tra le settemila e le diecimila persone al giorno, compresi i fedeli, gli unici esentati dal pagamento del ticket per l'ingresso. Biglietto introdotto in via sperimentale per Expo che poi è rimasto in vigore anche dopo l'esposizione universale.

Il bilancio della Fabbrica ammonta a circa 30 milioni l'anno di cui il 20% arriva da contributi di enti pubblici nazionali e locali. Al nuovo presidente toccherà inoltre rappresentare legalmente la Fabbrica, sovrintenderne l'andamento generale che concerne una supervisione sia dal punto di vista amministrativo sia culturale.

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