Dagli stipendi bassi all'omicidio Amato. Tutte le volte di una strana protesta

Non si è ancora capito se i giudici possono scioperare. Loro intanto lo fanno lo stesso. Ecco quando è successo

Dagli stipendi bassi all'omicidio Amato. Tutte le volte di una strana protesta
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Ma i magistrati possono scioperare? E per che cosa? E che cosa hanno ottenuto, quando in passato hanno scioperato? A dirla tutta non è ancora chiaro se i magistrati potrebbero esercitarlo, il diritto di sciopero: se ne discute da una vita, sta di fatto che intanto i magistrati scioperano comunque, lo fanno come dei dipendenti pubblici (lo sono) pur agendo di volta in volta come funzionari statali, come burocrati o come «liberi professionisti» che si sono auto-organizzati. Un magistrato, in teoria, è compartecipe della sovranità, perché fa parte di un ordine che a sua volta concorre a formare un potere dello Stato (con la disponibilità della polizia giudiziaria, peraltro) e proprio per questo non potrebbe scioperare, così come non può farlo un ministro o un parlamentare. Ora hanno proclamato un'astensione contro una proposta di riforma della Costituzione, la stessa che in cui, del diritto di sciopero dei magistrati, non si parla proprio. Vediamo, di seguito, qualche esempio di precedenti scioperi.

1) 1947: il primo è per gli stipendi, considerati inadeguati ad assicurare il decoro necessario alla funzione di giudice. L'astensione ha luogo soprattutto nell'Italia del Nord ed è una prima violazione dell'a-sindacalitàdella categoria. L'iniziativa, dato il periodo, ebbe un relativo successo.

2) 1980: dopo l'assassinio del magistrato Mario Amato, epilogo di altri eccidi di magistrati, parte delle toghe romane proclama uno sciopero contro la mancata protezione dell'ucciso. Il ministro dell'interno apre il dibattito ma l'astensione viene confermata. Pochi giorni dopo, il governo prospetta aumenti salariali, ma l'Associazione magistrati si divide. Le principali forze politiche sostengono le richieste dei magistrati, ma Il Pci (e Magistratura democratica) lancia l'allarme: «Qualcuno ha tentato di barattare richieste dei con una manciata di aumenti salariali». Il tutto sfocerà, nel 1981, nella legge fondamentale per gli stipendi dei magistrati: l'adeguamento automatico ideato dal segretario di Magistratura Democratica e dell'Associazione magistrati. In pratica si introdusse un meccanismo diretto a garantire il potere d'acquisto del salario: l'adeguamento automatico. Grazie a esso, gli stipendi dei magistrati prima dell'ingresso nella moneta unica e quelli degli anni successivi (fonte: Anm) hanno fatto crescere gli stipendi del 30 per cento in 5 anni e del 60 per cento in 10 anni.

3) 1991: in dicembre, l'intero corpo dei magistrati sciopera «contro Cossiga, Falcone e la sua superprocura» (il Sole 24 Ore) come sottoscrisse una pubblica lettera firmata da 60 noti togati che definivano la superprocura (che distruggerà definitivamente la mafia corleonese) «uno strumento inadeguato, pericoloso e controproducente». Tra gli obiettivi ottenuti dallo sciopero vi fu sicuramente un isolamento di Giovanni Falcone cinque mesi prima della sua morte.

4) 2010: l'Associazione magistrati, in estate, proclama

uno sciopero contro i tagli previsti dalla manovra economica: «Svilisce la dignità della funzione giudiziaria e mina l'indipendenza e l'autonomia della magistratura», dichiarano i vertici dell'Associazione. Ora come allora.

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