Estorsione e riciclaggio, arrestato l'ex senatore Sergio De Gregorio

Nell'operazione sono coinvolte 9 persone: sequestrate società e quote di circa 480mila euro. L'ex esponente del Pdl è stato portato in carcere

Estorsione e riciclaggio, arrestato l'ex senatore Sergio De Gregorio

Nell'ambito dell'operazione scattata questa mattina, condotta dalla Squadra Mobile di Roma e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sono state coinvolte 9 persone per un presunto giro di estorsioni e riciclaggio. Il gip ha emesso provvedimenti cautelari (eseguiti poi dai poliziotti della Sezione Criminalità organizzata) nei confronti di coloro ai quali sono contestati - a vario titolo e in concorso - estorsione a proprietari dei locali del centro di Roma, riciclaggio e autoriciclaggio di denaro. Tra questi c'è anche Sergio De Gregorio, ex senatore del Popolo della libertà, per cui è stata disposta la misura cautelare in carcere.

Stando a quanti si apprende da fonti di polizia, nell'operazione denominata "Pianeta Italia" è stata inoltre data esecuzione al decreto di sequestro preventivo delle quote sociali, dei conti correnti e del complesso aziendale dei beni facenti parte del patrimonio aziendale di alcune società e un sequestro di circa 48mila euro. Il blitz è stato condotto nei confronti di alcune società che sarebbero state create al fine di riciclare denaro e commettere estorsioni contro alcuni locali del centro della Capitale.

Chi è Sergio De Gregorio

Nato a Napoli nel 1960, De Gregorio ha iniziato a lavorare da giornalista fino ad arrivare ai vertici de L'Avanti - poi diretto da Valter Lavitola - in seguito al crollo del Psi negli anni '90. Diversi i procedimenti giudiziari a suo carico: nel 2012 è stato iscritto nel registro degli indagati per truffa e false fatturazioni nell'ambito dell’inchiesta sui finanziamenti al quotidiano, insieme allo stesso Lavitola. L'inchiesta riguardava l'erogazione di oltre 23 milioni e 200mila euro dal 1997 al 2009 a titolo di contributi per l'editoria. Secondo l'accusa i due avrebbero ottenuto i fondi in questione facendo ricorso a fatture per operazioni inesistenti e documenti i quali attestavano che la International Press (la casa editrice) possedeva i requisiti sulla tiratura delle copie vendute. I pm avevano indicato l'ex Pdl come "socio effettivo e gestore" dal 1997 della International Press e di alcune società riconducibili al gruppo "De Gregorio-Italiani nel mondo", che avrebbero utilizzato fatture - sempre per operazioni inesistenti - emesse dalla società editrice con l'intento di ottenere i contributi previsti dalla legge 250 a sostegno dell'editoria.

Nel 2005 si è candidato alle elezioni Regionali in Campania con la Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi. L'anno successivo è stato eletto al Senato con l'Italia dei valori, componente della coalizione di centrosinistra a sostegno del governo di Romano Prodi, caratterizzato da numeri precari e traballanti al Senato. Il 7 giugno, grazie ai voti del centrodestra, viene eletto alla Presidenza della Commissione Difesa sconfiggendo la candidata del centrosinistra Lidia Menapace.

Nei mesi successivi ha lasciato l'Idv per dedicarsi a "Italiani nel mondo", il suo movimento che è stato però escluso dalle elezioni Amministrative di Genova per la mancata certificazione di alcune delle firme raccolte. Nel 2008 viene eletto al Senato con il Pdl e vota la fiducia all'esecutivo di Silvio Berlusconi.

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