Esultanze e feste mondiali dei tifosi marocchini. Danni in centro a Milano, assalto nazi a Verona

Salvini: "Paghino i danni". In Veneto una donna ferita: fermati 13 estremisti

Esultanze e feste mondiali dei tifosi marocchini. Danni in centro a Milano, assalto nazi a Verona

In Marocco esiste una sorta di «carosello preventivo», fa parte della cultura locale. Quando gioca la nazionale di calcio i tifosi si riversano per le strade, e a bordo di auto, moto e camioncini danno sfogo al loro entusiasmo, a clacson spiegati e con sventolio di bandiere, anche due ore prima del fischio d'inizio della partita. È accaduto addirittura nei momenti che hanno preceduto la sfida contro la Croazia, gara inaugurale alla kermesse iridata dello scorso 23 novembre. Non c'è quindi da stupirsi se dopo la vittoria sulla Spagna i marocchini in patria e nel resto del mondo abbiano dato vita a una notte di follia.

Le immagini sui social hanno mostrato una folla oceanica scesa in piazza nella capitale Rabat, così come a Casablanca e a Marrakech, mentre altri filmati hanno immortalato i festeggiamenti a Losanna, sulle Ramblas a Barcellona e nel centro di New York. Ovunque fumogeni, petardi e bandiere rosse con la stella verde. Marocchini in strada a Parigi, sugli Champs Elysees, a Gibilterra, Berlino, Montreal, e anche in Italia, dove però non tutto sembra essere andato per il verso giusto. La Questura di Milano è intervenuta in corso Buenos Aires con gli agenti di polizia e carabinieri per incanalare oltre mille tifosi festanti. Trecento sostenitori si erano radunati nel pomeriggio in piazza Gae Aulenti per seguire la partita sul maxischermo e altrettanti avevano affollato i locali in Porta Venezia prima di percorrere in tripudio il corso principale, accendendo fumogeni e congestionando il traffico nell'area circostante. Purtroppo alcuni esagitati hanno rotto divanetti e sedute che erano stati posizionati per l'occasione in piazza Gae Aulenti, lanciando fumogeni in mezzo alla folla e mettendo a rischio l'incolumità dei passanti. Lo stesso sarebbe accaduto in Corso Buenos Aires. Lo stigmatizza Romano La Russa, assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia: «Tutto ciò è inaccettabile! Mi auguro che quando il Marocco giocherà la prossima partita non venga più concessa alcuna piazza per assistere al match. Si scelga piuttosto un campo sportivo, lontano dai centri abitati. Non è razzismo, ma inciviltà». Gli fa eco il vicepremier Matteo Salvini, che su Facebook prima ha fatto gli auguri alla Spagna, per poi postare un video in cui tifosi marocchini manifestavano a Milano dopo la qualificazione ai quarti di finale. «Mi auguro che i responsabili vengano identificati e paghino i danni», dice commentando il video in cui si vedono persone che lanciano oggetti e fumogeni.

Se La Russa prende le distanze dal razzismo, qualcosa che ha a che fare con l'intolleranza è accaduto invece a Verona, dove i sostenitori del Marocco sono stati attirati in un vero e proprio agguato. In un video amatoriale che sta circolando in rete si vede un gruppo di una dozzina di persone che all'altezza di corso Porta Nuova si avvicina correndo verso auto da cui sventolano le bandiere maghrebine. Uno degli aggressori, vestito di nero e incappucciato, brandisce una catena con la quale colpisce il finestrino di una vettura, insultando gli occupanti. Il bilancio dell'atto violento è di una donna ferita dalle schegge dei finestrini infranti e di quattro auto danneggiate.

La Digos ha fermato e identificato 13 persone, tutte militanti nei gruppi dell'estrema destra cittadina. Il Marocco torna in campo sabato alle 16 contro il Portogallo. Dal Viminale non sono per ora arrivate indicazioni sull'adozione di dispositivi di sicurezza speciali.

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