Gridano al fascismo. Ma le vere minacce sono i vessilli neri della lotta anarchica

I rapporti dell'intelligence: "Si sono mobilitate numerose sigle nazionali e internazionali". Il caso Cospito pretesto per l'azione distruttiva. L'avvertimento: "Se Alfredo muore sarà vendicato"

Gridano al fascismo. Ma le vere minacce sono i vessilli neri della lotta anarchica

C'è un vento nero che soffia sull'Italia, ma non pare essere quello che la sinistra agitava come spauracchio contro il governo Meloni. Il vento agita infatti una nera bandiera anarchica, e non fascista, brandita da mesi per supportare la causa di Alfredo Cospito. «Finché Alfredo respira dobbiamo lottare per lui. Ma se Alfredo muore questi vigliacchi e assassini devono pentirsi di quello che stanno facendo: dobbiamo fargliela pagare». Quasi una dichiarazione programmatica quella dello storico militante anarchico disabile Pasquale Lello Valitutti, che chiarisce l'obiettivo della rivolta anarchica degli ultimi mesi. Una vera escalation, che ha accompagnato le polemiche sul regime carcerario al quale è costretto il leader della Federazione anarchica informale. Le parole di Valitutti, la sua personale opinione su come appoggiare la battaglia del compagno Cospito ed eventualmente vendicarlo se dovesse portare il suo sciopero della fame contro il carcere duro fino alle estreme conseguenze, hanno aperto l'ultimo capitolo del libro delle proteste e delle violenze, il corteo torinese di sabato. Partiti da piazza Solferino, le centinaia di anarchici arrivati da ogni parte d'Italia hanno percorso le vie del centro della città piemontese accendendo fumogeni, imbrattando i muri con simboli anarchici, scritte a favore di Cospito, slogan contro il 41 bis e insulti contro il Guardasigilli Nordio, vandalizzato auto, palazzi, negozi, lanciato bombe carta e petardi e divelto segnali stradali per usarli come arieti nella loro devastazione. Un bilancio da guerriglia, condito dai racconti terrorizzati dei negozianti che non avevano accolto l'invito a sprangare le serrande e dal bollettino della questura sulle decine di militanti fermati in seguito agli scontri. Ma, appunto, il corteo torinese è solo l'ultimo di una lunga teoria di proteste, blitz, assalti e violenze pure e semplici. In tutta Italia, e contro i simboli italiani anche all'estero. Come nel caso dell'attentato incendiario del primo dicembre scorso, ad Atene, all'automobile di Susanna Schlein, sorella maggiore della nuova segretaria del Pd, Elly, e Primo consigliere dell'ambasciata italiana in Grecia. Rivendicato da un gruppo anarchico greco proprio per solidarietà con Cospito. O come l'incendio dell'auto di Luigi Estero, Primo consigliere dell'ambasciata italiana a Berlino, andata in fiamme la sera del 27 gennaio e rivendicata tre giorni dopo dagli uccelli neri, cellula anarchica tedesca, come segno di adesione alla settimana di azione a favore di Cospito proclamata, spiegavano nel loro comunicato, dall'America meridionale.

Non è un caso che nelle stesse ore di questa chiamata internazionale all'azione da parte della galassia anarchica, a Barcellona andava in scena un blitz gemello, con un commando che ha vandalizzato coprendo di scritte contro il 41 bis e a favore di Cospito l'esterno dell'edificio che ospita il consolato italiano nella città catalana. E, sempre tra 27 e 28 gennaio, era stata data alle fiamme anche una torre radio in provincia di Torino, anche qui rivendicando l'attentato con scritte a favore del leader anarchico e con la richiesta di mettere fine al carcere duro.

Impossibile poi contare le scritte e gli insulti contro i rappresentanti di questo e del precedente governo, contro Nordio e contro l'ex Guardasigilli Marta Cartabia, contro i magistrati e contro ergastolo ostativo e 41 bis apparsi sui muri in tutta Italia, da Sud a Nord passando per le isole. E anche secondo l'intelligence, se c'è un pericolo nero in Italia, è quello rappresentato dai vessilli anarchici. Che, stando alla relazione al Parlamento dei nostri 007, è la minaccia «più concreta e vitale, caratterizzata da componenti militanti determinate a promuovere, attraverso una propaganda di taglio fortemente istigatorio, progettualità di lotta incentrate sulla tipica azione diretta distruttiva».

Con un'enfasi proprio sulla vicenda Cospito, che ha innescato «una veemente mobilitazione, sostenuta e animata da numerose sigle, italiane ed estere, che si rifanno, per metodiche operative, alla parabola eversivo-terroristica della Fai/Fr».

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