
Perde quota l'ipotesi, da sempre traballante, del suicidio per la morte di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021, il cui cadavere fu trovato il 5 gennaio successivo nel boschetto dell'ex ospedale psichiatrico, con la testa e il corpo in sacchi di plastica. La super perizia disposta dalla Procura di Triste e appena depositata, apre all'ipotesi dell'omicidio: la donna potrebbe essere stata soffocata e dunque sarebbe morta per asfissia.
Secondo indiscrezioni, sarebbe questa la conclusione a cui è giunta la patologa forense Cristina Cattaneo dopo che il cadavere della 63enne è stato riesumato per un'ulteriore perizia. La tesi del suicidio non aveva mai convinto i familiari, anche per il modo in cui è stato trovato il corpo, infilato in due grandi sacchi neri, di quelli utilizzati per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, uno infilato dall'alto e dal basso l'altro. Mentre la testa era avvolta in due sacchetti trasparenti di tipo alimentare fissati al collo con un cordino. La pista del delitto, per la verità, non è del tutto nuova. La tesi del suicidio sostenuta dalla Procura - che dopo vari mesi di indagine e tanti esami eseguiti aveva chiesto l'archiviazione del caso - da sempre aveva suscitato forti dubbi. Non aveva nemmeno convinto il gip Luigi Dainotti, che l'aveva praticamente smontata, individuando oltre venti punti da approfondire. A cominciare dal reato cui intestare il fascicolo, quello di omicidio. Le spoglie di Liliana sono state riesumate il 13 febbraio 2024. Dell'ipotesi del soffocamento causato da terzi ne aveva parlato recentemente la trasmissione televisiva Quarto grado e anche l'amico di Liliana, Claudio Sterpin, il quale da sempre sostiene che la 63enne era decisa ad andare a vivere con lui.
Nel corso di un intervento a un'altra trasmissione Sterpin si era spinto fino a scendere nei particolari: «Lilly è stata pestata prima da qualcuno» poi «soffocata probabilmente con un cuscino», «bisogna trovare da chi». Un cuscino che, secondo l'uomo, sarebbe stato nell'abitazione che Liliana condivideva con il marito, Sebastiano Visintin, e successivamente sarebbe scomparso.
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