L'Inps perde con gli affitti e si mette pure a costruire

Il bilancio del triennio 2012-'14 è impietoso per l'istituto della previdenza: la gestione di alloggi e uffici ha creato perdite per 250 milioni. E ora fa persino il "palazzinaro"

L'Inps perde con gli affitti e si mette pure a costruire

Roma - L'Inps ha una gestione del proprio patrimonio immobiliare poco efficiente con perdite d'esercizio croniche. Gli edifici di valore sono destinati a essere privatizzati, a beneficio delle casse dello Stato e non dei pensionati presenti e futuri. In compenso l'istituto di previdenza non rinuncia a fare il costruttore, sobbarcandosi in iniziative di social housing (costruzioni di edilizia popolare), nate sotto le migliori intenzioni, ma decisamente fuori dalle competenze. Soprattutto in questi tempi in cui i conti della previdenza sono in rosso cronico e tutti parlano della necessità di separare l'assistenza dalla previdenza.

Tra le iniziative che coinvolgono l'Inps emerse negli ultimi anni c'è la realizzazione di quasi mille alloggi a Santa Palomba, in Lazio, da parte della Idea Fimit Sgr, in partnership con Roma Capitale e il Gruppo Santarelli. Fimit è al 29,6% dell'Inps (eredità derivata dagli accorpamenti di Inpdap ed Enpals) e per il 5,9% di Enasarco (istituto di previdenza degli agenti di commercio). I finanziamenti arrivano da fondi pensione delle banche e anche dal Fondo Senior, un tempo dell'Inpdap, l'istituto di previdenza dei dipendenti pubblici, che ha partecipato conferendo al progetto due edifici del valore di decine di milioni. Molto più di recente l'istituto guidato da Tito Boeri si è impegnato con Cdp e Fabrica Sgr (gruppo Caltagirone) nella realizzazione di residenze per gli studenti fuori sede dell'Università di Venezia. Un progetto da complessivi 35 milioni. Un nobile intento, che è sancito anche dalle normative di legge, ma che sicuramente distoglie un po' l'attenzione da quello che dovrebbe essere il primo obiettivo dell'ente che si occupa di previdenza sociale, cioè aumentare gli introiti per garantire le pensioni. Ecco, questo target in ambito immobiliare non sembra proprio centrato considerato che dal 2012 al 2014 le gestioni di case e uffici di proprietà hanno generato perdite per 245 milioni di euro.

È chiaro che gestire 25mila strutture senza avere una competenza specifica, un know-how direbbero gli inglesi, è abbastanza difficile. Il problema è che queste conoscenze sono 25 anni che l'Inps tenta di darsele. È dal lontano 1992, infatti, che l'Inps costituì la Igei spa, acronimo di Inps Gestione Immobiliare, tenendone la maggioranza cioè il 51 per cento. Dal 1996, però, Igei è in liquidazione e continua a sopravvivere a se stessa. In piena epoca di privatizzazioni si decise che si sarebbe dovuto pensare soprattutto in un'ottica di dismissioni. Anche questo fine non è stato del tutto raggiunto. E Igei continua a essere lì, con nuovi soci che, nel frattempo, sono subentrati alle vecchie società pubbliche azioniste. Possiedono il 9,6% ciascuno la Cmc (coop rossa di costruzioni), Vianini Lavori del gruppo Caltagirone, Prelios e la Sti dell'immobiliarista torinese Ezio Bigotti.

Nel 2014 Igei ha riportato persino un modesto utile di 26.500 euro nonostante non tutte le ciambelle le riescano con il buco. È in carico a questa società, ad esempio, la gestione di Palazzo Wedekind, il bell'edificio accanto a Palazzo Chigi per il quale il quotidiano romano Il Tempo sarebbe in ritardo con gli affitti dal 2012 avendo accumulato un debito che si aggirerebbe attorno ai tre milioni di euro. Nel frattempo, da Como all'Alto Adige fino alla Sicilia sono numerosi i casi segnalati di immobili Inps sfitti da lungo tempo.

Il Fondo Immobili Pubblici che, invece, aveva rilevato alcune vecchie sedi

Inps riaffittandole in alcuni casi allo stesso ente funziona molto bene. A gennaio ha pure ceduto a Coima la vecchia sede Inps di Melchiorre Gioia a Milano al cui posto sorgerà una nuova torre. Ma questa è un'altra storia.

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