L'Italia lancia la Sardegna per il supertelescopio. "Con il progetto Einstein 36mila posti di lavoro"

Il governo candida l'isola per il progetto europeo sulle onde gravitazionali

L'Italia lancia la Sardegna per il supertelescopio. "Con il progetto Einstein 36mila posti di lavoro"
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Una volta era il grido di guerra della Sardegna, Brigata Sassari: «Forza Paris, avanti insieme». Ora Giorgia Meloni, che ricorda le sue origini nell'isola, lo usa per lanciare la candidatura italiana per l'Einstein Telescope, lo strumento di terza generazione che «ascolterà» la voce dell'universo attraverso le onde gravitazionali. Gli scienziati lo chiamano semplicemente ET.

Proprio in Sardegna, spiega la presidente del consiglio, c'è il «luogo ideale, tecnicamente perfetto», per ospitare il telescopio, nell'area della miniera dismessa di Sos Enattos, in provincia di Nuoro. Dev'essere ed è probabilmente il sito più sismicamente silenzioso d'Europa, in una zona rurale, lontano da fabbriche o ferrovie che potrebbero inquinare l'ascolto delle onde gravitazionali ipotizzate da Albert Eistein ben prima del 2015, quando furono scoperte. Il sito l'ha individuato Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica e presidente del Comitato tecnico-scientifico per la candidatura italiana, presente ieri alla conferenza stampa davanti all'Osservatorio astronomico di Monte Mario, sede dell'Istituto nazionale di Astrofisica.

E allora «Forza Paris», dice con Meloni la ministra sarda del Lavoro Maria Elvira Calderone, che prevede nei 9 anni di costruzione della grande infrastruttura 36mila lavoratori, 4mila per anno. «Forza Paris», ripete il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, che ringrazia il governo per l'impegno, ben consapevole che l'enorme investimento nella scienza di 1,7 miliardi di euro del Pnrr sarebbe un volano di sviluppo per l'isola e per tutto il Paese.

Il condizionale è d'obbligo perché, avverte il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, l'impresa che porterà alla scelta nel 2025 «non è facile, la concorrenza è agguerrita, ma noi siamo competitivi per qualità della ricerca e per le competenze». La sfida è con l'Olanda, che offre il sito di Limburg, al confine con Belgio e Germania.

Ma il governo ha voluto annunciare che ci crede e farà di tutto per ottenere dall'Europa l'assegnazione. La premier Meloni ha voluto esserci personalmente, appena tornata dalla Tunisia, e ha schierato mezzo esecutivo. «Questa candidatura - ha detto - è il simbolo di un'Italia che vuole guardare verso l'alto, capace di grandi imprese, di pensare in grande. A volte è mancata la volontà, ma questa sfida è alla nostra portata se torniamo a sognare senza necessariamente dormire, qualcosa che abbiamo un po' perso di recente».

Oltre a Tajani e Calderone, ieri c'era la ministra per la Ricerca e l'Università Anna Maria Bernini, che ha annunciato: «Ci stiamo mobilitando per portare in Barbagia l'Einstein Telescope: stiamo cercando appoggi e consensi anche a livello internazionale, dalla Serbia all'Egitto».

La candidatura per l' interferometro in Sardegna sarà sostenuta in tutte le ambasciate nel mondo, ha annunciato Tajani, che Bernini ha definito il vero «locomotore governativo» del progetto, capace di attivare la diplomazia scientifica con l'ambasciatore Ettore Sequi, capo delegazione italiana nel Board of Governmental Representatives di Einstein Telescope. E poi c'è Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare. Che coordina la cordata scientifica a sostegno della candidatura. Tutti insieme si può vincere.

«L'obiettivo è importante - dice Tajani- ed è giusto che si candidi la Sardegna, anche perché i primi ad essere affascinati dalle stelle sono stati pastori e marinai, come gli abitanti dell'isola». Quei sardi, aggiunge Calderone, che conoscono bene la «cultura del silenzio». Silenzio senza il quale il telescopio non può cogliere le increspature nello spazio-tempo dette onde gravitazionali.

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