Adinolfi: "Paghiamo pregiudizio anticattolico"

Il leader del Popolo della Famiglie risponde così agli attacchi dei media

Adinolfi: "Paghiamo pregiudizio anticattolico"

Il Popolo della Famiglia nell’occhio del ciclone. Il movimento di Mario Adinolfi, nato su impulso della piazza del Family Day e delle proteste contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili, viene criticato oggi dall’Espresso per la scelta dei suoi candidati.

Il settimanale ricorda che “Adinolfi è sceso nell’arena del voto a Roma presentandosi come un’alternativa fuori dalle coalizioni” e cita una sua recente dichiarazione. “Alfio Marchini è a favore delle unioni civili. Così come Raggi, Giachetti e Fassina. Per questo ci sarà una nostra lista che sarà guidata da Gianfranco Amato, avvocato e presidente di Giuristi per la vita. E la mia candidatura a sindaco della città”, aveva detto il direttore de ‘La Croce’, definito dall’Espresso ‘l’house organ dei cattolici oltranzisti’.Il Popolo della famiglia sarà presente con 300 liste alle elezioni comunali di giugno che decideranno 1.371 nuovi sindaci e per conquistare la Capitale Adinolfi punta sul sostegno ai medici obiettori, sul ‘bonus bebè comunale’ di 2500 euro e su un altro bonus di pari entità per le giovani coppie. Le altre principali città dove il Pdf si presenterà sono Napoli, Torino, Bologna, Cagliari, Rimini, Salerno, Benevento, Crotone, Novara, Bolzano, Varese, Pordenone, oltre a paesi più piccoli ma simbolici come Assisi.

A Bologna a destare scalpore è stata la decisione di accogliere nelle sue liste Paolo De Fraia che inizialmente si sarebbe dovuto candidare col Pd che, una volta scoperta la sua vicinanza alle Sentinelle in piedi, ha optato per escluderlo dalle liste. De Fraia ha pagato il suo essere antiabortista convinto e Adinolfi ha colto subito la palla al balzo e lo ha candidato come numero della lista bolognese. A Milano il Pd appoggia la lista ‘Noi per Milano’ che candidato a sindaco Nicolò Mardegan, ex coordinatore cittadino dell’Ncd e nipote di Michele Mardegan, ex capogruppo comunale del Pdl sotto la giunta Moratti. L’Espresso spiega che l’intenzione di Mardegan era quella di “di dare un taglio netto con il passato della vecchia Casa delle Libertà, creando una lista civica su modello di quella di Flavio Tosi a Verona e di Luigi Brugnaro a Venezia” ma poi è finito nell’abbraccio mortale con gli ultracattolici milanesi di Casa Pound. A smentire qualsiasi alleanza con i neofascisti a ilgiornale.it è proprio Adinolfi che spiega:"Qualsiasi alleanza con Casa Pound è totalmente inesistente tanto è vero che a Roma loro hanno un proprio candidato. A Milano, invece, dentro la lista di "Noi per Milano" c'è la candidatura di una persona che in passato ha fatto parte di Casa Pound ma la nostra lista è validamente rappresentata da Paolo Pugni". "Abbiamo l'attenzione dei media perché - aggiunge Adinolfi - siamo una novità significativa. Basti pensare che l'ultimo sondaggio della Ghisleri a Napoli ci dà all'1,1% laddove il candidato di Fratelli d'Italia, che fa politica da dieci anni, è all'1,2%".

Nel capoluogo partenopeo il Pdf si presenta con il giornalista de ‘La Croce’ Gigi Mercogliano, definito in modo sprezzante dall'Espresso un “ex salesiano della comunità del Vomero, sposato e padre di due figlie”. Mercogliano nel suo primo video elettorale ci tiene a sottolineare che sul suo cammino “ci sono sempre stati mia moglie Sonia con la famiglia e il mio Signore” e si è detto convinto che il Pdf possa andare al “governo della Nazione”. Attorno al Popolo della Famiglia ha ‘malignato’ anche Il Tempo pochi giorni fa raccontando un retroscena secondo il quale i promotori del Family Day non avrebbero visto di buon occhio la nascita del movimento e che a Roma sarebbero già pronti ad appoggiare Fratelli d'Italia piuttosto che Adinolfi. Anche su questo il leader del Pdf ha le idee chiare: "Sono un giornalista e so come funzionano certe cose. Quel pezzo è stato scritto sotto dettatura e messo accanto all'intervista a Giorgia Meloni.

La verità è che noi paghiamo il prezzo di essere un soggetto politico nuovo che dà fastidio a una certa sinistra ma anche a una certa destra che ci teme".

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