Scatta la guerra dei dazi di Trump. La Ue: "Un piano per rispondere"

Il presidente Usa annuncia stasera la nuova tariffa del 20% su tutti i prodotti importati. Von der Leyen: "Non vogliamo vendicarci ma reagiremo in modo forte"

Scatta la guerra dei dazi di Trump. La Ue: "Un piano per rispondere"
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Oggi è il Liberation Day, il giorno della liberazione secondo Donald Trump che questa sera alle 22 annuncerà i nuovi dazi dal Giardino delle Rose della Casa Bianca. Per l'Europa sarà una corona di spine. Un calo di mezzo punto di Pil annuo, secondo le stime della Bce. E per l'Italia il conto potrebbe essere fino a 7 miliardi.

Oggi dovrebbe essere comunicato un pacchetto di dazi del 20% su tutti i prodotti importati negli Usa. Oltre alle nuove imposte del 25% già entrate in vigore nella prima metà di marzo su acciaio e alluminio, sono state annunciate nuove restrizioni per l'alimentare (compresi champagne e vino), l'automotive, la farmaceutica. Non si escludono dazi su meccanica, semiconduttori e chimica. Nel briefing con la stampa, ieri la portavoce del presidente Karoline Leavitt non ha voluto anticipare i dettagli ma ha detto che Trump «ha preso una decisione che sta perfezionando insieme al suo team addetto al commercio». I dazi reciproci scatteranno subito dopo l'annuncio di stasera. «Il presidente è sempre pronto a rispondere al telefono e a una buona negoziazione ma è molto concentrato nel correggere gli errori del passato», ha aggiunto Leavitt.

A Bruxelles fanno sapere che nessuna ipotesi rimarrà intentata. «Questo scontro non è nell'interesse di nessuno» perché quella tra le due sponde dell'Atlantico «è la relazione commerciale più grande e prospera al mondo e staremmo tutti meglio se potessimo trovare una soluzione costruttiva. Allo stesso tempo, deve anche essere chiaro che l'Europa non ha iniziato questo scontro. Non vogliamo vendicarci ma abbiamo un piano forte per rispondere, se necessario», ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria del Parlamento europeo. Il messaggio trasmesso è «che abbiamo tutto ciò che serve per proteggere la nostra gente e la nostra prosperità».

L'esecutivo Ue ha rinviato a metà aprile i controdazi (su bourbon, yacht e Harley-Davidson). Prendere tempo per negoziare non è però servito a molto, come ha dimostrato il flop della recente missione negli Usa del commissario al Commercio, Maros Sefcovic. Ieri anche la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Teresa Ribera, è volata a Washington per una missione di quattro giorni. Mentre il 7 aprile i ministri del Commercio dei Ventisette si confronteranno al Consiglio Trade. Bruxelles è pronta a prendere contromisure sulle merci strategiche per gli stati Usa in bilico o per le roccaforti repubblicane, cui potrebbero aggiungersi altri prelievi su acciaio, alluminio, macchinari agricoli, elettrodomestici e prodotti tessili. La Commissione sta valutando anche l'ipotesi di ricorrere al cosiddetto strumento anti-coercizione per la sicurezza economica che consente di chiudere il mercato Ue a determinati beni e servizi e anche di impedire ad aziende americane di partecipare a concorsi di licitazione pubblica o a progetti finanziati con il bilancio comunitario. La lista dei controdazi è stilata dall'esecutivo guidato da von der Leyen consultandosi con i singoli governi e per bocciare la proposta di Bruxelles servirà la maggioranza qualificata degli Stati (almeno 15, in rappresentanza di minimo il 65% della popolazione Ue).

Intanto, i dazi Usa spaventano i mercati, compresa Wall Street (nel primo trimestre 2025 il Nasdaq è crollato di oltre il 10%, l'indice S&P 500 ha perso quasi il 5% mentre il Dow Jones quasi il 2%) e possono diventare un boomerang per la stessa

economia americana che secondo le stime degli economisti di Moody's Analytics rischia di scivolare in recessione con un tasso di disoccupazione al 7% agli inizi del 2027, facendo perdere più di cinque milioni di posti di lavoro.

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