"Situazione gravissima", il piano segreto dell'intelligence

Il sottosegretario Gabrielli convocato sui rischi economici. "Noi vittime della guerra fredda del gas"

"Situazione gravissima", il piano segreto dell'intelligence

Le truppe russe varcano i confini ucraini, Kiev è alle prese con una guerra guerreggiata, e l'Italia (e l'Europa) rischiano di finire vittime di una guerra del gas. Quello che si temeva è accaduto, e ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli, è arrivato al Copasir, convocato in riunione straordinaria, per essere audito nel giorno in cui la Russia invade l'Ucraina. Nell'incontro, ha spiegato il presidente Adolfo Urso in un comunicato, Gabrielli ha dettagliato gli «intendimenti del governo per fronteggiare la gravissima situazione» e le «ricadute sulla nostra sicurezza nazionale» poche ore dopo la riunione del Cisr, il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, convocato ieri mattina alle 10 a Palazzo Chigi.

Sul fronte della risposta all'offensiva di Mosca l'intento italiano, ha spiegato Gabrielli, è quello di mantenere compatta la posizione di concerto con le altre nazioni europee e con gli Usa, adeguandosi alle decisioni della Nato. Restano operative le due missioni militari italiane sul confine Est: a Riga, in Lettonia, nell'operazione Nato Baltic Guardian (238 militari e 135 mezzi) e in Romania, con quattro Eurofighters schierati nell'aeroporto di Costanza, sul Mar Nero, per l'operazione Enhanced Air Policing Area South.

Ma a preoccupare il nostro esecutivo, spiega Gabrielli, sono le ricadute economiche del conflitto. Pericoli noti al Copasir, che nella sua relazione sulla sicurezza energetica rimarcava «instabilità» e «tensioni» nei Paesi dai quali arriva all'Italia il gas. Anticipando i rischi per l'Italia, che al gas deve la produzione di metà della nostra energia elettrica, di finire coinvolta nei riflessi «energetici» del conflitto. Concreto, è stato ribadito ieri, il rischio che il controllo di Mosca sul rubinetto del gas italiano diventi «strumento di tensione e di guerra asimmetrica».

«L'Europa scriveva il Copasir nella sua relazione annuale - rischia di essere la principale vittima di questa sorta di guerra fredda del gas, andando incontro a ripercussioni sia di ordine politico-militare () sia di ordine economico a causa dell'incidenza che riveste il gas». Previsione ora decisamente più concreta, che ricorda la necessità ribadita anche nell'audizione con Gabrielli - di un decremento della dipendenza energetica italiana ed europea dal gas in arrivo dall'Est.

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