Gli studenti in sciopero: "Ridateci la scuola". Scontro Azzolina-Zingaretti sul rientro in aula

La ministra: "Basta Dad". In Lombardia ricorso al Tar. La Toscana riapre

Gli studenti in sciopero: "Ridateci la scuola". Scontro Azzolina-Zingaretti sul rientro in aula

Se ce lo avessero predetto qualche anno fa, nessuno ci avrebbe mai creduto: gli studenti che protestano per andare a scuola. E invece eccoli lì, gli studenti delle superiori, rossi di rabbia, nonostante l'Italia sia tra l'arancio e il giallo, a gridare «per favore, fateci rientrare in classe». È stato semplice. Per farlo è bastato un clic. È bastato spegnere i computer, staccare la spina alla Dad, alla didattica vissuta per troppo tempo a distanza che li ha trasforrnati davvero in Dimentica A Distanza. Impossibile dire quanti siano stati gli studenti che ieri hanno aderito alla protesta per chiedere a chi può e deve decidere di riaprire le scuole. Ma chi ha potuto è sceso anche in piazza. É successo a Roma dove 400 ragazzi si sono dati appuntamento in viale Trastevere con striscioni, magafoni, bandiere e fumogeni per manifestare sotto il Ministero dell'Istruzione e per farsi ricevere in Prefettura. «Qui sta ripartendo tutto tranne la scuola. E di giorno in giorno slitta il nostro rientro in classe - dicono - Il Lazio è zona gialla, ha riaperto tutto tranne la scuola». La protesta corre veloce, corre in rete, infiamma le chat. E mette dalla stessa parte studenti, genitori, insegnanti. E ora, anche la ministra Azzolina. «È difficile per gli studenti comprendere perché non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione - ha detto Lucia Azzolina intervenendo a Tutti in classe su Radio1 - Ho fatto tutto quello che potevo fare con il Governo. Le scuole sono pronte per ripartire, ma sono le regioni a decidere - ha aggiunto - Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare. A marzo scorso - ricorda - sono stata io a volere la didattica a distanza che però è uno strumento che va bene per qualche settimana o per qualche mese».

Solo in tre regioni infatti ieri sono state riaperte le scuole ovvero in Valle d'Aosta, Abruzzo e Toscana, mentre in Trentino Alto Adige erano state riaperte già il 7 gennaio scorso. Era tutto pronto per il ritorno degli

studenti delle superiori al 50% in presenza ma la data è stata ancora slitatta. E in (dis)ordine sparso. . Anche in Lombardia ormai l'ultima trasgressione rimasta ai ragazzi è quella di protestare per rientrare a in classe. Studenti, genitori e insegnanti si sono mobilitati e non solo per staccare la spina a una didattica moribonda. Il comitato «a scuola» dopo aver scritto una lettera a Mattarella, Conte e Azzolina, è passato dalle parole ai fatti. Questa volta contro il governatore Fontana, presentando un ricorso al Tar contro l'ordinanza della regione Lombardia che sbarra ancora i portoni delle scuole superiori.

Tre i punti principali del ricorso: Fontana «avrebbe esorbitato dalle proprie competenze» violando un sistema di norme nazionali. Poi l'ordinanza non è sufficientemente motivata e infine perchè viola i diritti fondamentali dei ragazzi. Ora la parola passa ai giudici.

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