Alle urne il 27 ottobre. La "Lista Toti" rimane. E ora per la Lega il nome forte è Rixi

La maggioranza cerca un candidato condiviso Il campo "larghissimo" punta tutto su Orlando

Alle urne il 27 ottobre. La "Lista Toti" rimane. E ora per la Lega il nome forte è Rixi
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La Liguria torna al voto sotto i colpi delle inchieste giudiziarie. Dopo le dimissioni di Toti, il presidente facente funzioni Alessandro Piana fisserà nelle prossime ore la data delle elezioni, da svolgersi entro 90 giorni dal passo indietro del governatore. L'ipotesi più probabile è il 27 ottobre. Ora c'è una partita politica tutta da scrivere - che si intreccia con quelle di Emilia Romagna e Umbria - ma di cui ieri nessuno, tra le persone più vicine a Toti, aveva voglia di parlare. Per rispetto nei confronti della scelta ma anche nell'attesa di incontrarlo per capire quale sarà la posizione del leader sulla competizione elettorale che sta per aprirsi.

E così ieri nessuno faceva il nome di possibili candidati del centrodestra, anche se da tempo viene tirato in ballo il viceministro leghista Edoardo Rixi, che finora non si è esposto sulla disponibilità a candidarsi. Del resto la Lega è stato l'unico partito del centrodestra ad aver blindato Toti con determinazione, con Matteo Salvini che non ha mai voluto parlare di alternative rispettando le riflessioni del governatore su un eventuale passo indietro. Ora che l'ha fatto, i suoi aspettano che venga rimesso in libertà per capire cosa farà l'ex presidente, che ha lasciato dopo nove anni di mandato e una bacino elettorale pesante nel centrodestra. La sua lista ha cambiato nome da «Cambiamo con Toti presidente» a «Lista Toti Liguria». Via la parola presidente, ma non il riferimento politico.

L'obiettivo è non offrire alcun assist alle opposizioni. Per questo l'eventuale ritorno in libertà di Toti, a sentire chi gli è stato più vicino, servirà anche a stoppare il logoramento e il tentativo di svuotare l'era Toti dei risultati raggiunti. Nella lettera affidata al suo avvocato l'ex presidente ricorda che «si apre per tutti una fase nuova: agli elettori il compito di giudicare la Liguria che abbiamo costruito insieme in questi lunghi anni e decidere se andare avanti su questa strada. Ai partiti della maggioranza la responsabilità valorizzare con orgoglio i risultati raggiunti». Sono parole di un leader che vuole tornare sul suo territorio per quel confronto con i suoi alleati e con l'opinione pubblica che finora gli è stato impedito dagli arresti. «Avrei voluto confrontarmi diversamente con il nostro territorio, con i tanti sindaci e amministratori con cui abbiamo condiviso i progetti, le forze politiche. Non è stato possibile farlo, sono confidente che lo sarà nel prossimo futuro». Per questo il dopo di lui «non è un argomento di cui parliamo adesso perché oggi siamo concentrati sulle dimissioni del presidente e sul suo ritorno alla libertà che speriamo arrivi presto - spiega Giampedrone - È una cosa molto importante per tutti noi».

Trapela una certa fibrillazione di Fratelli d'Italia, l'alleato di cui più di tutti Toti ha avvertito la distanza in queste ultime settimane. Che si sarebbe già mosso per sondare diversi profili civici sul territorio senza trovare troppa disponibilità.

Il centrosinistra testerà invece il suo campo larghissimo, con le prove generali di piazza di giovedì scorso, con i leader Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli accorsi a Genova per invocare le dimissioni di Toti e lanciare

«un'alternativa» per la Liguria. Presente in piazza anche il nome più gettonato che potrebbe mettere d'accordo le diverse sensibilità: l'ex ministro dem Andrea Orlando, che si è sempre detto disponibile per un «lavoro di ricostruzione».

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