Taglio del cuneo fiscale: ecco i vantaggi per i lavoratori

La riduzione ammonta al 7% se la retribuzione non supera 1.923 euro mensili. Per il ministro Calderone è importante il dialogo con i sindacati e l’attenzione ai Neet

Taglio del cuneo fiscale: ecco i vantaggi per i lavoratori
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Da sabato 1 luglio inizia il taglio del cuneo fiscale che consentirà di ridurre i costi a vantaggio dei lavoratori fino al 31 dicembre. Il Decreto Legge Lavoro ha ottenuto la fiducia della Camera martedì 27 giugno con 207 deputati favorevoli e 127 contrari. Il taglio è pari al 2% per gli stipendi compresi tra i 1.923 e i 2.962 euro al mese e per quanto riguarda il periodo di paga che va da luglio a dicembre dell’anno corrente verrà riconosciuto al 7%.

Le cifre

Complessivamente viene applicato uno sconto del 6% per i redditi lordi annui da lavoro dipendente fino a 35 mila euro. Si tratta di un aumento del 4% poiché attualmente il taglio ammonta al 2%. Per quanto riguarda i redditi lordi annui sempre dedicati ai dipendenti fino a 25 mila euro la decurtazione attuale è del 3% e crescerà al 7% con la nuova misura. Quindi l’incremento è del 4%.

Chi ha diritto al bonus

Hanno diritto al bonus i dipendenti dei datori di lavoro del settore pubblico e privato. Sono inclusi anche coloro che stanno svolgendo un apprendistato non vengono però coinvolti i lavoratori domestici. Come affermato in precedenza, il bonus spetta a chi rientra nel limite della retribuzione mensile di 2.692 euro al mese. Nel caso in cui lo stipendio variasse in base alle mensilità e superasse o meno la cifra stabilita verrà applicato o meno lo sconto.

La parola al ministro Calderone

Il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha affermato che il confronto sui tavoli di salute e sicurezza ha raccolto un consenso importante salvo alcune eccezioni. Il ministro ha poi affermato: “Quando su 17 sigle datoriali e sindacali, ci sono solo due voci dissonanti, penso di poter dire che il minimo comune denominatore sia la volontà di mettersi seduti e individuare insieme delle soluzioni". La titolare del ministero del Lavoro ha poi esplicitato la propria volontà a dialogare con i sindacati, nello specifico avrebbe alluso a Cgil e Uil.

Le novità nel dl

All’interno del decreto Lavoro vi sono diverse novità, tra queste l’istituzione dell’Assegno di inclusione dall'1 gennaio 2024, in sostituzione del Reddito di cittadinanza, prevede un’erogazione annuale che integra il reddito familiare per una cifra massima di 6.000 euro all’anno la somma sale a 7.560 se il nucleo familiare è composto solo da individui di età pari o superiore a 67 anni e tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza. Un’altra misura inerente all’Assegno di inclusione riguarda l’erogazione di una somma ai nuclei familiari che risiedono in un’abitazione in stato di locazione con contratto registrato correttamente. L’importo massimo è di 3.360 euro annui, nel caso in cui il nucleo in questione sia composto solo da persone con età pari o superiore a 67 anni o da individui in condizioni di gravità o non autosufficienza, la cifra ammonterà a 1.800 euro.

Uno sguardo ai Neet

Infine Calderone ha affermato riferendosi alla novità: “Contiene importanti misure in materia di lavoro, un nuovo disegno di gestione delle condizioni di fragilità e di accompagnamento al lavoro. A noi spetta guardare all'ampia platea di soggetti che non lavorano perché la situazione possa cambiare".

Il ministro ha sottolineato l’importanza che dev’essere data ai Neet, giovani completamente disoccupati, e al fatto che il lavoro non può essere creato completamente attraverso un decreto ma una norma pessima può essere in grado di distruggerlo.

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