Fondo pensione o Tfr aziendale? Ecco cosa conviene scegliere

Nell'ultimo anno chi ha mantenuto il tfr in azienda ha ottenuto una rivalutazione di quasi il 10%

Fondo pensione o Tfr aziendale? Ecco cosa conviene scegliere
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Il 2023 è stato significativo per quanto riguarda i rendimenti dei fondi pensione. In merito a questo argomento sono tantissimi i lavoratori che si domandano se sia meglio lasciare il proprio Tfr, Trattamento di fine rapporto, all’interno dell’azienda oppure optare per un fondo integrativo. Durante il primo semestre del 2023 si sono registrati incrementi positivi per la previdenza complementare. Ecco dove conviene destinare il proprio Tfr.

Il trend

Prima di analizzare i dati è bene fare una distinzione. A grandi linee mantenere il Tfr in azienda non ha costi, spesso ha una rendita mediamente inferiore e comporta una tassazione maggiore. Optare per una forma di previdenza integrativa è maggiormente oneroso ma rende mediamente di più e viene tassato meno. Durante il primo semestre del 2023 si è verificata una vera e propria ripresa per tutte le forme di previdenza complementare. Infatti l’aumento medio è stato del 3,2% per i fondi chiusi, molto sinteticamente si tratta di piani con un numero fisso di quote di partecipazione dove solo alcune categorie possono aderirvi, mentre sono cresciuti del 4,6% per quelli aperti, dove tutti possono aderirvi. Ammonta invece a 4,8% l’incremento per la definizione di nuovo Piani individuali pensionistici, o Pip, rispetto alla fine dello scorso anno. Nell'ultimo anno coloro che hanno mantenuto il Tfr all’interno dell’azienda ha ottenuto una rivalutazione di quasi il 10%, mai così alto dal 1984 mentre chi ha investito nei fondi pensione, sia nelle linee azionarie che in quelle obbligazionarie, ha visto un crollo del 10%.

I rendimenti

La Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione ha analizzato la questione spiegando che nel mese di giugno 2023 le posizioni in essere riguardanti le pensioni complementari ammontano a 10,5 milioni, realizzando un incremento del 2% rispetto alla fine dello scorso anno. Questo dato include anche chi ha scelto di aderire contemporaneamente a più forme pensionistiche. Nello specifico i fondi negoziali hanno ottenuto 121mila posizioni in più e un incremento del 3,2% rispetto alla fine del 2022. Questa forma pensionistica ha totalizzato 3,928 milioni di adesioni.

I risultati

Durante il primo semestre del 2023 le forme pensionistiche hanno registrato risultati positivi. I comparti azionari hanno ottenuto guadagni medi del 6% nei fondi negoziali, del 7,6% nei fondi “aperti” e del 7,2% neiPiani individuali pensionistici. Per quanto riguarda le linee bilanciate, i rendimenti medi sono stati del 3,4% nei fondi negoziali, del 4,8% in quelli aperti e del 3,7% nei Pip.

Considerando gli ultimi dieci anni, i rendimenti medi delle diverse forme di previdenza integrativa nella maggior parte delle situazioni superano i surplus medi di quelli ottenuti lasciando il Trattamento di Fine Rapporto in azienda.

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