Amadeus sa bene che un brano diventa popolare solo con la radio

Prima di annunciare il cast al completo, Amadeus ha tenuto a sottolineare ancora una volta che sceglie le canzoni del Festival di Sanremo con un criterio radiofonico

Amadeus sa bene che un brano diventa popolare solo con la radio

Prima di annunciare il cast al completo, Amadeus ha tenuto a sottolineare ancora una volta che sceglie le canzoni del Festival di Sanremo con un criterio radiofonico: «Penso se quella canzone potrà avere un successo radiofonico. Se uno pensa che io mi chiuda in una sala di incisione con le casse, no. Io salgo in macchina e scelgo le canzoni ascoltandole mentre guido e a volte mi faccio anche dei viaggi apposta per ascoltare le canzoni».

E non a caso ha annunciato che il Prima Festival, in onda su Raiuno prima della gara, sarà condotto da nomi essenzialmente radiofonici ossia Andrea Delogu (Radio2), gli Autogol (anche loro su Rai Radio2) e Jody Cecchetto (foto) che anche durante la settimana sanremese continuerà a trasmettere su Rtl 102.5 e Radio Zeta (Suraci dixit). Vedremo che cosa si inventeranno.

Ma nel frattempo loro rappresentano un altro tassello della visione di Amadeus (finora premiata dai risultati). Nell'epoca in cui si parla di piattaforme streaming e del volano Tik Tok come degli unici motori di popolarità della musica, perché Amadeus continua a guardare alla radio? È un nostalgico? I cosiddetti beneinformati dicono che la radio sia alla fine ma lui continua a costruirci sopra le canzoni del futuro? In realtà Amadeus è perfettamente cosciente della distinzione tra quantità (i miliardi di streaming) e qualità (gli ascolti mirati, selezionati, raccontati). I primi fanno quasi soltanto fatturato. Gli altri fanno soprattutto opinione e poi successo e talvolta pure fatturato. E se, partendo dalla radio, si può anche diventare «virali», è meno frequente il percorso inverso.

La radio e la tv sono ancora (non si sa per quanto) detonatori del successo trasversale che serve a raggiungere il maggior numero di persone. La cosiddetta «musica liquida» crea il successo «verticale», che ha numeri altissimi ma difficilmente diventa «nazionalpopolare». Ma per essere di tutti, una festa deve essere per forza popolare.

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