Aggredisce tassista che si rifiuta di farla salire: condannata trans

La trans si era presentata al tassista completamente ubriaca. Quando l’uomo si è rifiutato di farla salire è andata su tutte le furie, minacciandolo di morte

Aggredisce tassista che si rifiuta di farla salire: condannata trans

È il 30 luglio 2016. Tra la folla di turisti che inondano il Colosseo c’è chi dell’arte e della storia semplicemente se ne infischia. Ha minacciato di morte e aggredito un tassista, usando prima due bottiglie di vetro e poi una sedia di un ristorante vicino. Non contenta, ha danneggiato l’auto bianca a calci e a bottigliate, avventandosi poi contro gli agenti della polizia locale intervenuti per portarla in caserma.

A distanza di tre anni e mezzo, la transessuale brasiliana, è stata condannata a otto mesi di reclusione per danneggiamento, minacce e lesioni. Vittima un tassista romano residente a Fiumicino e all’epoca dei fatti 39enne, costretto a farsi visitare in ospedale per le lesioni riportate. I fatti. Come raccontato dall’uomo mezz’ora dopo negli uffici della polizia locale di Roma, la trans si era presentata al posteggio taxi in evidente stato di ubriachezza insieme a un altro giovane.

Al rifiuto del tassista capofila di farla salire per portarla all’indirizzo richiesto, i due si sono avvicinati alla vittima a bordo della sua automobile. Il tassista ha detto che non poteva accettare la corsa, come aveva appena fatto il suo collega, perché i due passeggeri erano completamente ubriachi. La trans, in particolare, emanava un forte odore di alcool e camminava barcollando.

L’uomo non immaginava che in questo modo avrebbe scatenato la rabbia della transessuale che, tornata dopo pochi minuti insieme all’altro, ha aperto lo sportello anteriore destro salendo a bordo dell’auto bianca, rifiutandosi di scendere e anzi urlando e minacciando per farsi portare in via Cassia. La vittima, scesa per sicurezza dal taxi, è stata seguita dall’imputata che lo ha minacciato con una bottiglia di vetro. Non si è arresa nemmeno quando è stata trascinata via dall’uomo che era con lei e al quale ha anzi strappato via una bottiglia di vetro con la quale, ha avvertito il tassista, gli avrebbe tagliato la faccia e la testa.

Ha colpito a calci il paraurti e il cofano con la bottiglia, non riuscendo a romperla, colpendo alla spalla la vittima con una sedia presa da un ristorante vicino.

Bloccata finalmente dagli agenti, la transessuale non si è arresa nemmeno quando è stata fatta salire a bordo della pattuglia, sferrando una gomitata al collo a uno dei due agenti. Il 23 gennaio la condanna a otto mesi di reclusione. Una sentenza che pone fine ad anni di un inutile calvario burocratico e giudiziario. Ora il tassista ha avuto finalmente giustizia.

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