Vaccino? No grazie. I genitori lo temono più dell'influenza

Il 33% delle famiglie italiane preferisce evitare di sottoporre i propri bambini alle iniezioni. E il rischio contagio, in vista dei primi malanni autunnali, aumenta

Vaccino? No grazie. I genitori lo temono più dell'influenza

Lo spauracchio non sono le malattie ma i vaccini. Così la pensa il 33% dei genitori italiani, preoccupato per la salute dei propri figli quando vengono sottoposti a iniezioni finalizzate a renderli immuni dalle patologie stesse.

E’ quanto emerge da una ricerca presentata a Lecce in occasione del congresso nazionale di Paidòss, (l'Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza) e condotta su 1.000 famiglie con bambini fino a 6 anni, intervistate dai sondaggisti di Datanalysis. Condizionati dagli ultimi casi di cronaca (come il ritiro di un antinfluenzale per presunti effetti indesiderati) e dalle incessanti notizie (spesso infondate) diffuse sul web, i genitori nutrono sempre più perplessità sulla somministrazione dei vaccini, anche se cresce la percentuale degli adulti (26,8%) che preferisce non fidarsi di quanto legge navigando tra siti e forum.

"Il calo dell'attenzione che stiamo registrando nei confronti delle vaccinazioni ci preoccupa per le recrudescenze di malattie condagiose quali morbillo, varicella, rosolia e meningiti pneumococciche a cui assistiamo ultimamente", ha commentato Giuseppe Mele, presidente Paidòss.

Più severo Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto Superiore di Sanità: "Gli operatori della sanità pubblica, dai medici e pediatri alle ostetriche, che gettano discredito sui vaccini e suggeriscono ai genitori di non vaccinare i propri bambini andrebbero rimossi". Come dire, se il vaccino non basta, bisogna intervenire alla radice. Ma intanto il rischio contagio, in vista delle prime influenze antunnali, è dietro l'angolo.

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