"Se mi denunci ti trovo". I lavoratori di Atm tra minacce e degrado

Un'addetta a Sesto denuncia: "Ho avuto paura". E macchinette manomesse per rubare i soldi

"Se mi denunci ti trovo". I lavoratori di Atm tra minacce e degrado

«Se mi denunci vengo a sapere come ti chiami e ti trovo». È l'ultima, grave minaccia subita due mattina fa da un'agente di stazione della metropolitana di Sesto San Giovanni. Erano le 9.05, un passeggero italiano di 50 anni ha bussato al gabbiotto insultando pesantemente l'operatrice per gli scioperi delle ultime settimane. Visto che i toni si alzavano «saluto e decido di chiudere la porta velocemente perchè ho temuto per la mia incolumità - racconta -. A quel punto l'uomo ha tirato un pugno molto forte alla cabina e ha urlato, ti ammazzo...».

L'operatrice, che ha 40 anni e da un paio lavora nell'azienda dei trasporti milanesi, chiede l'intervento delle forze dell'ordine, viene raggiunta intanto da colleghi Atm, ma in attesa delle pattuglie «il passeggero - riferisce - mi ha minacciata ulteriormente dicendo se mi denunci vengo a sapere come ti chiami e ti trovo». Ha presentato una querela ai Cc, auspica che «si lavori in materia di sicurezza per evitare che si ripetano queste continue aggressioni».

Pasquale Ferri, sindacalista Rsu Atm, fa presente che ormai «aggressioni fisiche, verbali, minacce, borseggiatrici, insulti e sputi al personale sono routine in tutte le stazioni, in centro come in periferia. Senza fissa dimora, rom, tossicodipendenti, nelle stazioni di Rogoredo, San Donato, Lodi, Porta Romana, Missori, Crocetta, Lampugnano. Balordi che agiscono a Loreto, Sesto Fs, Porta Venezia e soprattutto nel mezzanino della fermata Centrale, tra la M2 e la M3». È «routine», prosegue il sindacalista, che «manomettano i distributori automatici dei biglietti infilando un pezzo di carta nella fessura che consentirebbe la restituzione del resto», approfittano dei minuti in cui il passeggero va a lamentarsi del disguido al gabbiotto Atm «per intascare le banconote».

Con lo stesso e altri sistemi «forzano le macchinette che stampano foto, i distributori di cibi e bevande, provano a rivendere a un euro i biglietti singoli recuperati dal cestino e ancora validi, o i giornalieri, a 3 euro». C'è chi gira seminudo e urina nella stazioni, chi occupa di notte gli autobus con valige e sacchetti. È il degrado «in cui ci troviamo a lavorare, guadagnando un salario minimo», motivo per cui i sindacati stanno battagliando con l'azienda e preparano uno sciopero a metà aprile durante il Salone del Mobile, per rivendicare adeguamenti salariali e investimenti sulla sicurezza. Ferri si fa portavoce dello stato d'animo dei colleghi: «Nessuno merita di avere paura di andare a lavorare, gli imprevisti possono capitare ma questa sta diventando la normalità. Le aggressioni ad addetti di pubblico servizio vanno punite con pene severe».

Invece «non c'è più rispetto.

Le nuove generazioni ci denigrano, veniamo mortificati da chi paga il biglietto e pretenderebbe che fosse un autista a far rispettare la legge a bordo». In compenso, «non vediamo vigili nelle stazioni e la Polmetro arriva quando viene chiamata per risolvere una criticità. Non possiamo far rispettare noi l'ordine pubblico».

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