Sepúlveda scriverà un libro per «salvare» la Patagonia

«Il progetto che mi sta a cuore in questo momento è quello con la società civile del Cile. Sono parte di un collettivo che sta lavorando per fermare un mega progetto mostruoso di produrre energia in Patagonia». Lo ha affermato lo scrittore Luis durante la registrazione di «Prossima fermata», che andrà in onda venerdì sul La7 dopo il tg della notte. «Siamo quasi due milioni di persone già mobilitate, tra cileni e argentini - ha aggiunto lo scrittore - . Sono convinto che senza la Patagonia, qualcosa di noi sarà morta. Ognuno di noi farà quello che più sa fare per sensibilizzare il maggior numero di persone. Io scriverò un libro, qualcun altro farà un film, l'importante è raggiungere il risultato e salvare la nostra terra». Nell'intervista, spazio anche al cinema: «Ho amato tantissimo il neorealismo italiano: per me il cinema di Zavattini, Tonino Guerra, Fellini, Vittorio De Sica, hanno formato il mio bagaglio personale. Questi registi, insieme anche ad Ettore Scola, hanno realizzato film che hanno fondato i temi della letteratura latino americana».

Quanto alla lingua italiana, per lo scrittore «è quella più perfetta per la poesia»: «Il lettore italiano ama la letteratura dal forte carattere poetico, per questo motivo ama anche i miei libri. Credo che la lingua italiana sia stata inventata per la poesia, per questo il vostro paese è stata la culla dell'opera, del teatro, e di molto altro».

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