Slitta al 2011 il taglio alle poltrone

Slitta il taglio delle "poltrone" negli enti locali. Domani in Cdm il dl che rinvia al 2011 il ridimensionamento del numero dei componenti di giunte e consigli

Slitta al 2011 il taglio alle poltrone

Roma - Slitta il taglio delle "poltrone" negli enti locali e nelle Regioni. Domani sarà presentato in Consiglio dei ministri un decreto legge che, a quanto si apprende da fonti ministeriali, rinvia al 2011 il ridimensionamento del numero dei componenti delle giunte e dei consigli di comuni, province e regioni previsto in Finanziaria.

La bozza del decreto Slittamento al 2011 del taglio del 20% di consiglieri e assessori comunali e provinciali e tetto alle indennità dei consiglieri regionali, che non potranno superare quelle di deputati e senatori: queste le principali novità inserite nella bozza del decreto legge all’esame del Consiglio dei ministri di domani. Il provvedimento rifinanzia anche il fondo per l’estinzione anticipata dei mutui accesi dagli enti locali con 30 milioni l’anno per il periodo 2010-2012. Per comuni e province resta, comunque, il taglio dei trasferimenti per 12 milioni previsto dalla finanziaria per l’anno in corso. 

I numeri dei tagli La riduzione del numero di consiglieri e assessori comunali e provinciali era prevista dalla finanziaria, con un risparmio di 213 milioni nel triennio 2010-2012. La misura aveva provocato la rottura dei rapporti istituzionali tra enti locali e governo. Ora, la bozza del decreto legge che sarà esaminato domani dal governo reintroduce la possibilità di nominare i direttori generali solo per i comuni sopra i 100mila abitanti e mantiene le circoscrizioni per le città sopra 200mila abitanti. Inoltre, viene rifinanziato il fondo per i piccoli comuni, con un occhio alla presenza di cittadini anziani, anzichè di bambini.

Il patto di stabilità Non sono escluse modifiche dell’ultima ora al patto di stabilità interno, nel senso di un alleggerimento, come richiesto dall’anci. Il decreto, però, introduce una stretta sull’utilizzo degli oneri di urbanizzazione.

Per le province è prorogata la compartecipazione all’irpef. Quanto alle regioni, è stabilito che le indennità complessive dei consiglieri, comprensive, dunque, di rimborsi spese e diarie, non eccedano i limiti delle indennità parlamentari.

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