
Di Sonia Serazzi si sa poco. Della persona, s'intende, perché è riservata, abita lontano dalle grandi città e non coltiva pubbliche relazioni nel mondo delle Lettere (ammesso che ancora ne esista uno). Insomma, Serazzi ha adottato la formula perfetta per essere ignorati dagli addetti ai lavori.
Per fortuna che c'è l'editore calabrese Rubbettino che la pubblica, o rischierebbe di essere sconosciuta anche ai lettori, i quali invece se la meritano. Nel suo buen ritiro di San Vito sullo Ionio, in Calabria, la scrittrice di origine napoletana ha concepito e scritto il suo ultimo romanzo, Una luce abbondante (Rubbettino, pagg. 136, euro 15), la conferma di un talento narrativo già evidenziato in altre opere, come la sorprendente Il cielo comincia dal basso (2020).
Sinossi: in un paese chiamato Sacravento si seguono le vicende di alcune famiglie. In una, la bambina Francabbù ha due genitori disadattati: il padre Silverio è un fornaio fallito perché regalava il pane, uno con la vocazione da santo che adesso guida le ambulanze e ha sposato una donna brutta, accumulatrice compulsiva, attraversata da onde di follia. A casa loro girano anche il piccolo Marsol, origine bulgara, affetto da un disturbo della parola, e l'amichetta della protagonista, Sarsì, un'altra disgraziata adottata da una ex suora.
Sarebbe solo un catalogo di sventure, questo libro, se non ci fosse a dare speranza un senso di accoglienza e di fratellanza cristiana tale da dare un significato al tutto. In una lingua ricchissima, impeccabile, con giri di frase perfetti, l'autrice descrive un piccolo mondo dove la fanno da padrone l'accoglienza e la solidarietà. Non a caso la cadenza è spesso quella di una fiaba, o di una preghiera. E come nelle favole, i bambini sono più forti degli adulti. «La prima volta che mia madre cominciò a gridare forte, perché arrivava l'onda, io decisi di invecchiare» dice Francabbù. Non è l'incipit, ma potrebbe esserlo.
Scritto in prima e in terza persona, con lo spostamento del punto di vista da un personaggio all'altro, il romanzo svela a poco a poco le sue carte: famiglie di provenienza balorde, speranze insoddisfatte, illusioni trasformate in psicosi. Il contesto sociale è descritto con pochi tratti, come se la vita di fuori si occupasse ben poco dell'esistenza di queste persone sfortunate, inadeguate, deformi nella mente e nel corpo.
- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
- sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.