Fruste, sesso e marketing: arrivano le 50 sfumature

Il film porno-soft tratto dal romanzo culto di E.L. Jones presentato in anteprima a Berlino. Sarà il caso dell'anno?

Fruste, sesso e marketing: arrivano le 50 sfumature

Colpo grosso a Berlino. Il festival più politico del mondo, ieri al via, s'è aggiudicato l'anteprima di Cinquanta sfumature di grigio di Sam Taylor-Wood, film-evento dell'anno presentato l'11 febbraio allo Zoo Palast, sezione Berlinale Special. Tutto esaurito, ma i fan tedeschi lo vedranno il giorno dopo, in sala. Ed è successo senza sfumature (250 milioni di visite su YouTube) per la cineversione del romanzo sadomaso di Erika Leonard, mommy porn che con lo pseudonimo di E.L. Jones ha venduto oltre 100 milioni di copie nel mondo della sua trilogia.

E il 12 febbraio il film arriva anche da noi. La favola dark con la 25enne Dakota Johnson, qui studentessa sempliciona, irretita dalle pratiche sessuali dell'imprenditore Christian Grey, l'ex-modello 32enne Jamie Dornan, è chiacchierata da tempo. Per cominciare, le 12 scene hot (20 minuti, sui 100 complessivi) sono state girate alla fine, a set chiuso. Spiega la 48enne regista inglese di 50 sfumature , intervistata dal mensile Ciak , che dedica un numero speciale al «famolo strano» di San Valentino: «Sarebbe stato difficile per gli attori nudi, mostrare una chimica bollente, con qualche grosso tipo barbuto a guardarli». Per non sfottere la comunità BDSM (Bondage, Dominazione e Sadomaso), è ricorsa ai consigli d'una dominatrice. «“Questo tipo di relazione si costruisce sulla fiducia”, m'ha detto. Concetto che mi ha guidato. Abbiamo privilegiato le scene e i dialoghi preferiti dai fan», mette le mani avanti lei, quattro figlie e un probabile sequel di quella che pare una mission impossible : creare un film, convincente come 9 settimane e ½ o Portiere di notte , sulle complesse relazioni sessuali nell'età postmoderna. Non a caso Sam ha ripassato Ultimo tango a Parigi , optando per il sesso coreografato. «Quando lo spettatore vede la penetrazione, l'erotismo scompare», riflette la regista, un biopic su John Lennon e due cancri sconfitti. Largo, dunque, ai frustini che lisciano la nuca di lei e avanti con bende e manette per lui. «Il nostro film è romantico, sexy, sporcaccione, ma con classe», chiarisce l'autrice. Le cantanti Sia e Beyoncè sussurrano e mugulano i motivi ammiccanti della colonna sonora, arricchita da un brano dei Rolling Stones. Stupita dal fatto che la censura USA abbia definito «comportamenti insoliti» quanto accade tra le lenzuola bollenti dei protagonisti, la Taylor-Wood attacca: «Per me, insolita è proprio tale definizione. Come diavolo sanno quanta gente fa quelle cose, in privato?».

Mamma Melanie Griffith e papà Don Johnson, attori e genitori di Dakota, a vedere il

film non ci andranno e in Malesia le 50 sfumature sfumano tra le maglie della censura. Frustate, sculacciate e giochi di ruolo ne faranno il film più scandaloso degli ultimi dieci anni? Tra breve, la risposta del pubblico.

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